Gazzetta di Modena

Modena

«Un sistema criminale per gli appalti di Cpl»

di Alberto Setti
«Un sistema criminale per gli appalti di Cpl»

Il giudice che ha disposto gli arresti di Casari, Verrini, Rinaldi e altri dirigenti: «Mazzette e favori per la metanizzazione di Ischia». In cella anche il sindaco

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CONCORDIA. «Una strategia aziendale. Un “protocollo criminale” ben collaudato, nell’ambito del quale il ricorso alla corruzione è stato elevato a vero e proprio sistema, risultando dunque i rapporti e le relazioni esistenti tra i dirigenti della cooperativa Cpl Concordia e gli esponenti della pubblica amministrazione ispirati e improntati ad una logica di sistematico scambio di favori ed utilità».

Sono le parole - pesanti come macigni - dell’ordinanza a firma del giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Napoli, dottoressa Amelia Primavera, che ieri mattina all’alba ha disposto l’arresto di Roberto Casari, di Maurizio Rinaldi e di Nicola Verrini, storici volti della Cpl. In carcere sono finite altre sei persone, e una ai domiciliari. Ma la bomba atomica che è esplosa a Concordia ha colpito anche altre due persone, con la misura cautelare dell’obbligo di residenza, tra le quali c’è anche Massimo Continati, direttore amministrativo della Cpl nella sede di Concordia.

L’inchiesta - da 24 ore non si parla d’altro nella Bassa - riguarda il presunto giro di tangenti legate alle opere di metanizzazione a Ischia, ma si ricollega, come scrivono gli stessi magistrati, alle altre indagini emerse nelle scorse settimane, ovvero alla metanizzazione dei Comuni campani del clan dei Casalesi. L’ordinanza, tanto per essere chiari, parla infatti di accordi «con esponenti della criminalità organizzata casertana e con gli amministratori legati a tali ambienti criminali». E dagli atti emerge in effetti un quadro inquietante, di reciproci favori incentrati sulla penetrazione del colosso cooperativo concordiese in un territorio che si è rivelato fin troppo “minato” per le ambizioni di Casari e dei suoi collaboratori.

Come c’era da aspettarsi, infatti, non si fanno solo i nomi di sindaci, di tecnici comunali, di assunti per favori mirati, ma anche di una rete che interagisce cerchiobottisticamente con la politica a livello parlamentare. E sempre per ottenere provvedimenti, commi, emendamenti, finanziamenti. Insomma, il necessario per avere lavoro e appalti.

I nomi che sono negli atti, citati a vario titolo e non indagati, partono dai più altisonanti - come D’Alema e Tremonti - per scendere via via ad “onorevoli” di grado minore, ma utili alla causa. Poichè è l’ennesima inchiesta di questo genere che investe da ultimo anche la Bassa, è poi chiaro che sarà difficile a questo punto circoscriverla a poche persone, a “cattivi di turno”, comprinendo l’impressione che ci si trovi invece di fronte ad un “sistema emiliano” di pensiero, prima ancora che dell’agire. La nuova contestazione si incentra sulla stipula fittizia di due convenzioni nell’albergo della famiglia del sindaco di Ischia, per un totale di 330 mila euro. Poi sull’assunzione come consulente del fratello del sindaco e almeno su un viaggio in Tunisia: sarebbe stato questo, secondo l'accusa, il prezzo pagato dalla Cpl per la corruzione di “Giosi” Ferrandino, il primo cittadino del Pd finito in manette nell'ambito dell'inchiesta, curata dai carabinieri del Comando Tutela Ambiente. Secondo l'accusa Ferrandino era in sostanza «diventato una sorta di factotum al soldo della Cpl»

In particolare, la Cpl Concordia - in cambio dei “favori” di Ferrandino per l'assegnazione dei lavori di metanizzazione dell'isola - avrebbe stipulato le due “fittizie convenzioni” (ciascuna da 165 mila euro) con l'Hotel Le Querce di Ischia, di proprietà della famiglia del sindaco, a fronte della “messa a disposizione” di alcune stanze durante le stagioni estive 2013 e 2014 per i dipendenti della società della Bassa.

Il fratello del sindaco, Massimo Ferrandino - anche lui arrestato - è stato assunto quale consulente della Cpl e tra i favori al sindaco c’è anche - almeno - un viaggio tutto spesato in Tunisia.

Così, grazie all'interessamento di Ferrandino ed alla complicità dell’architetto Silvano Arcamone, dirigente dell'ufficio tecnico di Ischia, a Cpl sono stati affidati l’appalto di metanizzazione dello stesso Comune (capofila del progetto) e di quelli di Lacco Ameno e Casamicciola Terme.

Ma come pagava la cooperativa? L’inchiesta - condotta da tre pubblici ministeri, coordinati dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino - ritiene sia accaduto attingendo a fondi neri creati mediante l’emissione di fatture per operazioni inesistenti con una società tunisina (la Tunita sarl) riconducibile a Francesco Simone, responsabile delle relazioni istituzionali del gruppo Cpl Concordia, e definito dagli inquirenti “personaggio chiave” della vicenda.

Le ipotesi di reaqto formulate a vario titolo sono pesantissime, incentrate essenzialmente sull’associazione a delinquere.

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