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Continati non può andare in ufficio: «Sono estraneo a tutto»

Continati non può andare in ufficio: «Sono estraneo a tutto»

«Sono estraneo a tutto». Quattro parole, una dichiarazione laconica ma istintiva quella di Massimo Continati, 54 anni, ostigliese, direttore amministrativo della Cpl Concordia, coinvolto nell’inchiest...

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«Sono estraneo a tutto». Quattro parole, una dichiarazione laconica ma istintiva quella di Massimo Continati, 54 anni, ostigliese, direttore amministrativo della Cpl Concordia, coinvolto nell’inchiesta. Continati, insieme ad altre dieci persone, tra cui l’ex presidente Roberto Casari, è stato raggiunto da misura cautelare emessa dalla Procura di Napoli: nei suoi confronti si tratta dell’obbligo di dimora, cioè il divieto di lasciare il Comune di residenza, Ostiglia; otto le custodie cautelari in carcere, una agli arresti domiciliari, un altro obbligo di dimora. Risponde cortesemente Continati, raggiunto telefonicamente a Ostiglia, ma precisa di non poter aggiungere altre dichiarazioni, oltre al «sono estraneo» buttato fuori d’impeto. «Non dire nulla, ci penserà lo staff legale che l’azienda Cpl sta incaricando». Parla chiaro però l’ordinanza della Procura. Io ho solo l’obbligo di dimora a Ostiglia: come direttore amministrativo non posso ritornare in ufficio, è scritto sulle carte, perché potrei inquinare le prove. Ma posso comunque spostarmi nel mio comune».

La Cpl, intanto, dopo il minimalista commento di lunedì, ieri ha scelto la strada del silenzio completo. Nessuno parla, c’è un ordine di scuderia molto chiaro anche perché tutti i vertici, compresi quelli non indagati, di quello che i carabinieri stavano elaborando in Campania era da tempo a conoscenza per sentito dire o addirittura perché convocati a rendere testimonianza.

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