Gazzetta di Modena

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Il Comune scioglie Hsst ed esce da Bper

Con la legge di stabilità le società partecipate passano da 14 a 9. L’amministrazione ora ha 102 milioni di azioni Hera

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Passano da 14 a nove le società partecipate dal Comune di Modena e per Hsst, la holding a cui gli enti locali modenesi hanno conferito le loro azioni di Hera, è in programma lo scioglimento. Il Comune, inoltre, esce da Promo, Banca Etica, Bper e Carpiformazione (già in liquidazione dopo la nascita di Formodena), mentre per altre due società si apre invece un periodo di approfondimento: rispetto a Modenamoremio il mantenimento della partecipazione societaria è subordinato alla condizione che l’Assemblea dei soci deliberi il passaggio da un consiglio di amministrazione con 11 componenti a un amministratore unico, per Ervet la valutazione verrà fatta, invece, rispetto alle nuove funzioni assegnate alla società.

Con lo scioglimento di Hsst il Comune di Modena diventa titolare diretto della sua partecipazione in Hera spa (con circa 102 milioni di azioni), così come avverrà per gli altri enti locali riuniti nella holding. Ma non verrà meno il legame che permette di far “pesare” le azioni modenesi negli assetti della multiutility con un complessivo 9,36 per cento (quasi 140 milioni di azioni) che fa di Hsst oggi il secondo soggetto, dopo il Comune di Bologna, nell’azionariato della società. Verrà definito, infatti, un contratto di sindacato tra i Comuni modenesi per garantire la condivisione delle strategie, a partire dall’adesione al Patto che garantisce il controllo della società da parte dei soci pubblici disciplinando il voto e stabilendo limiti ai trasferimenti azionari. Insomma, un Patto modenese per rimanere dentro al Patto più generale che oggi “blocca” oltre 50 per cento delle azioni ma continuerà a garantire il controllo pubblico della società anche scendendo progressivamente fino al 38 per cento, impedendo comunque ad altri soggetti la “scalata” di Hera spa.

Per il Comune, invece, Modenamoremio (due dipendenti e un cda con 11 componenti, tutti operatori del commercio) rappresenta la società di riferimento per la promozione del centro storico, ma il Piano prende atto della previsione normativa che prevede il superamento della partecipazione diretta nelle società con un numero di dipendenti inferiore al numero degli amministratori. Per questo motivo, la permanenza del Comune è subordinata alla condizione che l’Assemblea dei soci deliberi il passaggio dal cda all’amministratore unico.

Tutto questo lo prevede il Piano operativo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie approvato dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli sulla base delle disposizioni della legge di Stabilità del 2015 che indica una serie di criteri da seguire nel processo di razionalizzazione. In particolare, vanno eliminate società e partecipazioni non indispensabili al perseguimento delle finalità istituzionali, vanno soppresse le società che risultino composte da soli amministratori o da un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti e vanno eliminate le partecipazioni in società che svolgono attività analoghe o similari a quelle di altre società partecipate o enti strumentali. Sono indicate anche operazioni di aggregazione di società di servizi pubblici locali di rilevanza economica, così come attività di contenimento dei costi di funzionamento.

Nessuna modifica per la partecipazione del Comune in altre sette società: Cambiamo, Farmacie comunali, Formodena, Amo spa, Seta spa, Modena Fiere srl, Lepida.

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