L’Estense si presenta al mondo con una tre giorni stile “Barocco”
Presentazione in grande stile a Roma per il ritorno di quello che d’ora in poi sarà Museo Nazionale Artisti, musicisti, intellettuali protagonisti di una serie di eventi degni di una capitale della cultura
Le “Allegrezze”, ossia le grandi feste che gli Este organizzavano a Modena nel '600, verranno riproposte dal 29 al 31 maggio in occasione della riapertura della Galleria Estense. Il museo, appena divenuto “nazionale” e “autonomo”, verrà infatti riaperto a tre anni dal terremoto e insieme all'evento del Ministero la Fondazione Cassa di risparmio di Modena ha pensato di organizzare una “tre giorni” intitolata “Notti barocche”, affidata a Michelina Borsari del Festival Filosofia. La manager culturale, ieri a Roma insieme all'ex soprintendente Stefano Casciu, al sindaco Muzzarelli, al Segretario regionale dell'Emilia Romagna Sabina Magrini, al presidente Andrea Landi e al membro del Cda della Fondazione Stefania Cargioli, ha illustrato i particolari .
NOTTI PIROTECNICHE. Dopo la riapertura del museo, prevista il 29 maggio alle 18,30 alla presenza del ministro della cultura Dario Franceschini sarà la volta di tre notti pirotecniche a Palazzo Ducale e in piazza Sant'Agostino. I due luoghi riproporranno una serie di iniziative che comprendono installazioni di Franco Guerzoni (la sua opera si chiama "Aspirazioni", nell'atrio di Palazzo dei Musei), giochi di luci sulle facciate proposti dall'artista Marco Nereo Rotelli ("Luce infinita" il titolo della performance concentrata su un libro virtuale), due mostre alla Biblioteca Estense e all'Archivio comunale. Queste ultime si chiamano "Allegrezze barocche" e documentano gli esuberanti spettacoli che venivano realizzati in occasione di queste manifestazioni che si tennero soprattutto nel Seicento e Settecento a Modena, ma anche all'estero in occasione di matrimoni della dinastia estense. Andranno in mostra documenti e disegni che illustrano la maestosità e il dispendio economico e di energie necessarie a dar vita a questi effimeri apparati barocchi a fianco dei quali erano organizzati eleganti e fastosi giochi pirotecnici che duravano ore e giorni.
MUSICA. Ma ci sarà spazio anche per la musica, con un concerto il 31 maggio alle 11 all'Estense: Ensemble Aurora, ossia musica pienamente barocca, con il maestro Gatti. Non solo, a Palazzo Ducale l'Accademia militare ha concesso una lunga apertura e anche qui sono previste molte iniziative. Il 30 maggio alle 21 un concerto di Uri Caine, noto musicista contemporaneo, che si esibirà al piano e proporrà anche musica jazz e poi due lezioni di storia dell'arte tenute da studiosi internazionali. Arriveranno a Modena Irving Lavin che parlerà del busto di Francesco I di Bernini, il simbolo della Galleria e dell'iniziativa della Borsari, e Marc Fumaroli che discuterà del crocifisso di Guido Reni (sabato 30 e domenica 31 alle 16).
OMAGGIO AL DUCA. «Le notti barocche – spiega Michelina Borsari – saranno soprattutto un omaggio al duca Francesco I d'Este e al barocco che a Modena ha lasciato numerosi esempi. Il duca aveva enormi ambizioni di gloria, a capo del piccolo Stato al centro dell'Europa, e per raggiungere i suoi obiettivi si affidava alla cultura. Occorreva però rendere attuale quell'epoca lontana e quale occasione se non questa, visto che la società Occidentale assomiglia enormemente a quel periodo. Le feste pubbliche, più popolari e le allegrezze, le feste maggiormente d'elite che gli Este mettevano insieme erano note dappertutto e si fondavano sulle tecnologie dell'epoca, sulle cosiddette macchine sceniche. È quanto facciamo ancora oggi, ad esempio per creare il consenso intorno a qualcuno. A partire dalla fine del Cinquecento e fino al 1814 per decine di volte all'anno in Piazza Grande e in altri luoghi della corte si creavano strutture effimere a cui lavoravano centinaia di artigiani provenienti anche da fuori città. Davano vita a macchine teatrali usando legno, cartapesta e altri materiali, strutture che poi andavano distrutte dopo la festa. Abbiamo ancora i disegni: durante le notti barocche ne esporremo uno in cui si vede piazza Roma, davanti a Palazzo Ducale, trasformata in una enorme sala con gli spalti per il popolo mentre al centro mangiavano i nobili. Molti di questi appuntamenti li pagava il Comune e non, come si potrebbe pensare, il duca: abbiamo tutta la documentazione che veniva stilata».
OCCHI A EXPO. Presente anche il sindaco Muzzarelli: «Con l'Estense, gli eventi collegati e tutti quelli legati all'Expo mettiamo in mostra Modena e le tante sue eccellenze, dalle lamiere che diventano Ferrari, all'enograstronomia al patrimonio artistico. Con grande orgoglio riapriamo il museo autonomo e nazionale e con tutto il resto rende la nostra città davvero imperdibile. Dopo il terremoto avevamo bisogno di fiducia». Infine i vertici della Fondazione: «Modena - spiegano il presidente Landi e il consigliere Cargioli - si propone per un turismo culturale di qualità e noi contribuiamo alla con molte risorse. E' un onore, anche perché l'opportunità è storica visto che è associata anche al Sant'Agostino».
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