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Palazzi fatiscenti in città: via al piano per bonificarli

Palazzi fatiscenti in città: via al piano per bonificarli

Il Comune acquisterà l’immobile di via Circonvallazione per 460mila euro Un contributo della Fondazione e poi demolizione. Progetti per gli altri edifici

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Nel 2015 il Comune prevede di comprare lo stabile di via Circonvallazione 189 per 460mila euro e poi di abbatterlo. È scritto nel bilancio di previsione in fase di analisi in questi giorni per l'approvazione messa in calendario in aprile. Buona parte della cifra dovrebbe arrivare da un contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena destinato a operazioni di riqualificazione come questa. Nell'inverno scorso, durante gli incontri di quartiere (che verranno ripetuti proprio nelle prossime settimane), il sindaco Claudio Pistoni aveva assunto come impegno quello di risolvere entro la legislatura le situazioni di almeno tre fra quattro stabili fatiscenti molto noti a Sassuolo: il comparto Cisa Cerdisa, il Diamante, la torre di via Respighi e questo palazzo, via Circonvallazione 189, che è stato uno dei simboli del degrado in zona Braida per tanti anni. Lo ha sgomberato e chiuso la giunta Pattuzzi nel 2008, dopo che la situazione di vivibilità al suo interno si era fatta insostenibile e dopo che un emporio al piano terra era stato distrutto da un incendio, rendendo inservibili anche gli appartamenti al piano di sopra. È rimasto chiuso fino ad oggi, mentre venivano ipotizzate varie possibili destinazioni, dalla riqualificazione attraverso una società di trasformazione urbana pubblico-privata (mai partita) ad altre soluzioni sempre e solo ipotizzate. Anche perchè, come a Sassuolo è già noto in seguito allo sgombero e abbattimento del condominio San Matteo in via San Pietro, queste sono operazioni onerose. Per espropriare e abbattere quello stabile la giunta Pattuzzi spese oltre 2 milioni e ci sono tuttora ricorsi pendenti che potrebbero comportare altri esborsi. Non si volle quindi impegnarsi ancora in un'impresa analoga per via Circonvallazione 189, ma il tempo ha giocato a favore dell'amministrazione e adesso il valore dell'edificio si è sensibilmente ridotto, tanto che è stato giudicato possibile un accordo per 460mila euro. Non ci sono al momento progetti per far sorgere qualcos'altro al posto di questo palazzo, l'area verrà destinata a verde pubblico, ma non è detto che in futuro si possa pensare anche a qualche altra opera. L'acquisto dovrebbe avvenire entro l'anno e l'abbattimento probabilmente nel 2016, visto che anche eliminare lo stabile comporta una spesa notevole. Per quanto riguarda gli altri tre edifici oggetto della promessa del sindaco, il Diamante dovrebbe in futuro ospitare un discount e l'accordo è stato reiterato dalla giunta ma non si ha ancora notizia sui tempi; Cisa Cerdisa ha risolto i problemi legati ai tetti in amianto, ma non ci sono indicazioni sull'inizio di abbattimenti e nuove costruzioni; la torre, palazzo fatiscente di edilizia residenziale pubblica in via Respighi, non ha per ora nessuna destinazione d'uso alternativa.

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