«Sta zitto, se parliamo finiamo al gabbio»
A Tursi (Matera) Simone cerca di “ingaggiare” un consigliere comperandolo con 100mila euro a rate
«Forse non hai ancora capito - dice il 19 marzo 2014 il responsabile delle relazioni esterne Cpl Francesco Simone al telefono - No, ma non hai proprio capito un cazzo. Quelle situazioni lì, qui lo dico e qui lo nego, le gestisco solo io».
«Ma infatti se mi lasci finire di parlare...», sbotta l’altro.
«Se parliamo finiamo al gabbio tutti, forse non hai capito... Cioè non ne voglio più sentire parlare perché ho cinque figli... Meno si parla e meglio si sta... Poi tu parli con chi cazzo vuoi, tanto lì da me vengono».
Questo è uno dei passaggi intercettati telefonicamente più importanti per la Procura di Napoli per delineare la figura di Simone, l’uomo del denaro nero e delle mazzette, secondo l’accusa, che opera non solo in Tunisia ma è attivissimo anche nel Sud Italia. A Tursi, provincia di Matera, ad esempio. In questo piccolo centro lucano c’è una figura che interessa a Simone: il consigliere comunale Antonio Lauria. Da lui si attendono buoni uffici per «interventi finalizzati al risparmio energetico» approvati ad agosto del 2013 dal consiglio comunale. Lauria, per Simone, è «uno che si muove bene». È del centrodestra, ma che importa? In cambio può ricevere 100mila ero. Li prenderà in due parti: 50mila prima 50 mila dopo l’assegnazione delle opere. Il dilemma è darglieli “neri” o “bianchi”? Ovvero: mazzette o false consulenze? Nel marzo dello scorso anno c’è fermento perché Lauria ha spiegato che «quelli di Tursi vogliono fare il bando». Una disgrazia. Alla fine si propone una diluizione del pagamento illegale: dieci mesi. Tutti d’accordo. Sono frasi che lasciano di stucco quelle riportare dalla Procura di Napoli e poi dal Gip per l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Simone. Ma poi c’è un colpo di scena che complica le indagini. Il 25 settembre scorso la polizia giudiziaria entra nel Comune di Tursi per acquisire la documentazione di gare pubbliche, in particolare riguardanti l’illuminazione pubblica, per cercare riscontri a queste affermazioni gravissime. Ma l’addetto all’Ufficio tecnico spiega che non ci sono gare né concluse né avviate, tanto meno aggiudicazioni.
Si scoprirà poi che è stata la spending review a congelare gli interventi... Quindi Simone chi é? Uno spregiudicato affarista, uno spaccone o, come spiega lui stesso ai magistrati, un agente provocatore? (c.g.)
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