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Armi e soldi in auto, tre in manette

Armi e soldi in auto, tre in manette

In carcere Nicola e Rocco Ambrisi, sassolesi noti per i legami con la criminalità. Con loro il reggiano Vittorio Galletta

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Un revolver nel bagagliaio, denaro in contante e diverse chiavi di autovetture. È quanto hanno trovato i carabinieri di Crispano, un piccolo paese della provincia Nord di Napoli, nell’automobile guidata da tre emiliani, immediatamente arrestati dai miliari. Si tratta di Nicola Ambrisi di 66 anni di Sassuolo e Rocco Ambrisi di 44 anni (figlio di Nicola), noti nel distretto ceramico sassolese, soprattutto per i loro “affari” illeciti, legati alla criminalità organizzata. Insieme a loro il più giovane 27enne Vittorio Galletta, residente invece a Casalgrande, nel reggiano. Tutti e tre in manette, si trovano ora nel carcere di Poggioreale a Napoli.

L'arresto è avvenuto a Cardito, nel napoletano, martedì pomeriggio. I tre erano in auto, una Bmw nera, quando sono stati fermati ad un posto di blocco dei carabinieri per un normale controllo. Niente lasciava presagire cosa si nascondesse nell’automobile. I tre uomini – raccontano i militari – si presentavano vestiti in modo elegante, giacca e cravatta. Ma la goffaggine palesata dai tre alla domanda dei carabinieri, che chiedevano cosa li avesse portati nella provincia napoletana (avendo notato l’accetto emiliano) ha portato a verificare immediatamente la loro identità nella banca dati. E qui la risposta è stata positiva: tutti e tre i soggetti risultavano noti alle forze dell'ordine. I carabinieri, dunque, hanno fatto scendere dall’auto i tre uomini per poter perquisire il veicolo. Nascosta sotto al ripiano del bagagliaio, dunque, i militari trovano una rivoltella Colt 38 Speciale, con tanto di colpi. Un revolver che, hanno dimostrato i controlli poi effettuati sulla matricola dell’arma, era intestata ad un uomo deceduto nel 1996.

E mentre i controlli proseguivano i militari hanno trovato circa 3mila euro in banconote di vario taglio. E non solo: anche chiavi di altre auto, come Smart, ma anche di lusso, come Porsche.

E così sono scattate le manette. I tre sono stati portati nel carcere di Poggioreale, mentre l’auto, il denaro, le chiavi e i documenti sono stati sequestrati. L’arma e le munizioni saranno sottoposte agli accertamenti balistici da parte del reparto dei carabinieri investigazioni scientifiche. Mentre proseguono le indagini dei militari sul motivo che ha portato i tre nel napoletano.

Il nome della famiglia Ambrisi spunta in alcune vicende legate alla criminalità organizzata. Sono proprietari di numerose attività imprenditoriali, per le quali utilizzano quasi sempre dei prestanome. Poi ci sono le attività illecite, che vanno dall’estorsione alla vendita di armi. Da Napoli, dove Nicola e Rocco Ambrisi sono stati fermati, è probabile che l’indagine rimbalzi nuovamente fra Sassuolo e Modena. Il controllo stradale da cui è emerso il possesso di armi e soldi potrebbe infatti non essere casuale, ma parte dell’indagine tuttora in corso sulle attività riconducili alla famiglia e presenti sul territorio.

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