Comitato residenti del Parco: «La variante rimedia ad un errore con un nuovo sbaglio»
Una variante che stupisce, ma fino a un certo punto. Si può riassumere così il contenuto della lettera aperta inviata da Rita Del Vecchio, del Comitato per la tutela del Parco della Rimembranza, a...
Una variante che stupisce, ma fino a un certo punto. Si può riassumere così il contenuto della lettera aperta inviata da Rita Del Vecchio, del Comitato per la tutela del Parco della Rimembranza, a commento dell’approvazione della variante al Regolamento Urbano di Edilizia approvato la scorsa settimana in consiglio. Norme che vanno ad incidere, proprio sulla possibilità di costruire manufatti nei parchi. « L'assessore Vandelli, già avvocato del consorzio dei concessionari dei chioschi - esordisce Del Vecchio - non finisce mai di stupirci, ma non ci sorprende che in Consiglio Comunale si sia prodigata per far approvare le variazioni alle disposizioni di legge riguardanti le costruzioni di manufatti edilizi nei parchi. Per il Parco della Rimembranza la volontà di perseguire con ogni mezzo ciò che la legge non consente facendo apparire legittimo ciò che non è, conferma ancora una volta che l'arroganza non conosce fine. Non si rimedia con un errore ad un altro sbaglio. I nostri amministratori non si rassegnano, neppure a fronte dei giudizi della Magistratura, a vedere mutati i loro progetti sull'appetibile Parco della Rimembranza e continuano con ogni mezzo a volere imporre una gestione, direi padronale, di un bene della collettività. Ora come un abito sartoriale si sono confezionati su misura un progetto che non funziona e che da sempre, fin dall'inizio è stato sbagliato e per fortuna fermato dalla Magistratura, ma le modifiche proposte ed approvate, vogliono stravolgere il risultato ultimo con l'inevitabile conseguenza che la confezione finale risulterà di cattiva qualità.
In tutto questo affannarsi di presentazioni di modifiche e di variazioni ai vari articoli e commi (variante al RUE in contrasto con il PSC) la nostra amministrazione vuole convincersi e convincere della correttezza e convenienza di un progetto che da ogni parte lo si guardi non va bene. Perdipiù nelle ultime settimane c'è un gran da fare sul verde sopravvissuto mediante interventi radicali di potature ed abbattimenti di piante, anche secolari, come il cedro abbattuto il 27 marzo per motivi, mi viene detto dagli esperti del Comune, di sicurezza e stabilità». E conclude: «Tutto questo rientrerebbe in una gestione programmata e nell'attenzione al bene comune, se ci fosse però subito dopo, la volontà alla sostituzione delle vecchie piante con nuovi esemplari, ma questo non avviene ormai da anni».
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