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Modena: contatori sui caloriferi, preparate i soldi...

di Saverio Cioce
Modena: contatori sui caloriferi, preparate i soldi...

Si pagherà in proporzione a quanto si consuma. Lavori (e spese) in arrivo per la metà delle famiglie modenesi

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Addio liti condominiali per il riscaldamento? Niente più discussioni telefoniche tra il ragioniere del secondo piano che tiene le finestre aperte anche d’inverno perchè scoppia di caldo mentre al quarto gelano e vanno anche a dormire con il maglione?

Tutto questo, per il legislatore italiano, dovrebbe diventare un ricordo nel giro di una manciata di anni grazie ai contatori di calore da applicare a ogni termosifone, obbligatoriamente, ma solo per chi abita in palazzi e condomini con il riscaldamento centralizzato.

Il giro di boa arriverà con il 2016, quando saranno obbligatori i piccoli impianti da applicare ai radiatori. E a partire dal 1° gennaio 2017 chi non li avrà installati potrà rischiare sanzioni superiori ai 2.000 euro: per appartamento, e la multa dovrà essere pagata dai proprietari o dagli inquilini.

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Per Modena il provvedimento avrà un impatto enorme perchè la stima degli addetti ai lavori è che almeno la metà degli edifici sarà interessata dall’installazione dei contatori domestici. In pratica tutte le case costruiti dal dopoguerra sino a metà degli anni ’70, quando il riscaldamento autonomo prese il sopravvento, sono stati costruiti con la caldaia unica al servizio dell’intero palazzo. E anche dagli anni successivi sino ai giorni nostri la conversione ai piccoli impianti domestici è rimasta al palo perchè mandare in pensione il vecchio impianto è troppo costoso: passare al metano vorrebbe dire rifare anche le tubature, smantellare pavimenti, forare muri e trasformare la casa in un cantiere.

«La norma - spiega Alberto Bevini, presidente del Collegio provinciale dei Periti Industriali - nasce da una direttiva dell’Unione Europea che punta a contenere gli sprechi energetici nelle abitazioni. Dunque un obbligo e una spesa in più per chi ha il riscaldamento centralizzato ma anche una straordinaria occasione per poter finalmente pagare in proporzione di quanto calore si usa per scaldare la casa. Come sa chiunque abiti in un condominio, necessità e abitudini variano da inquilino a inquilino. La famiglia con la nonna in casa o i bambini piccoli ha bisogno del termosifone acceso da mattina a sera, mentre chi è fuori per lavoro tutto il giorno ne ha bisogno solo per il rientro serale; con il contatore applicato ai singoli termosifoni ognuno può regolarsi e tenere il riscaldamento acceso alla temperatura scelta».

L’invito è quello per adeguare gli impianti al più presto, evitando l’intasamento della scadenza negli ultimi mesi del 2016. I periti industriali modenesi si sono organizzati per fornire consulenze su misura, sulla taglia dei singoli condomini.

«Fino a oggi - continua Bevini - abbiamo già portato a termine diversi interventi. Ovviamente la spesa iniziale verrà recuperata nel giro di un quinquennio perchè il minor consumo di combustibile si sente sulla bolletta. Non per tutti però sarà così, soprattutto all’inizio. I tempi per ammortizzare la spesa varieranno a seconda della dispersione termica dell’edificio. Chi sta ai piani superiori, ha i muri sottili e i cassonetti delle tapparelle senza isolanti avrà bisogno di regolare al massimo la manopola dell’erogatore. Dunque chi vorrà risparmiare, negli appartamenti più esterni, dovrà provvedere anche a un maggiore isolamento termico».

Di qui la scelta di un documento comune tra enti locali, gli operatori dell’impiantistica e i periti, gli amministratori di condominio per evitare che con la gara al risparmio tra preventivi in conflitto si finisca per spender due volte.

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