Il rischio rimborsi dei soci prestatori
Oltre 500 quelli che hanno consegnato i risparmi alla coop E qualcuno indignato o preoccupato si informa per riaverli
CONCORDIA. Undici milioni di euro. È il tesoretto che 543 persone hanno consegnato in questi anni a Cpl, in qualità di soci prestatori. Vuol dire che sui circa 700-800 soci che fanno parte della cooperativa, la stragrande maggioranza ha dato fiducia all’azienda.
Questi soci affidano da anni alla cooperativa- come è possibile fare in questi casi - buona parte dei loro risparmi. In certi casi i soci hanno consegnato non parte, ma tutti i risparmi di una vita all’azienda.
E Cpl in cambio garantisce una remunerazione di solito un po’ superiore alla normale remunerazione del mercato finanziario. A Concordia siamo nell’ordine di un 4% netto all’anno e di un 5% lordo, secondo i dati pubblicati qualche tempo fa nel bilancio sociale.
Ecco perché da lunedì, da quando è esplosa la bomba atomica dell’inchiesta penale di Ischia, in ditta si è diffusa una certa preoccupazione: alcuni di quei soci si sono già fatti avanti, per chiedere o anticipare l’imminente richiesta di restituzione dei loro risparmi, certificati nei libretti di deposito.
Con queste persone, anche informalmente, si sta cercando di indurre una riflessione meno istintiva.
Quello dei soci è un gesto d’impeto, mosso dal desiderio di non mescolare i propri risparmi con vicende ad oggi inquietanti. In passato era successo su queste tematiche qualcosa di sgradevole, quando la Procura di Modena indagò sulla Coop Muratori di Mirandola, poi sciolta, un ricordo che ancora pesa da queste parti. Altri vivono la paura obiettivamente ingiustificata di un tracollo economico ed imprenditoriale. Insomma, c’è chi pensa al suo risparmio, anche se l’inchiesta di Napoli dalla maggioranza degli interessati è stata difensivisticamente intesa come una aggressione al reddito delle famiglie dei soci, o alla dignità dell’azienda in quanto tale. Da parte di molti, anche come una ingiusta aggressione a Casari, Verrini e Rinaldi. Sono infatti molti i casi di solidarietà alle famiglie degli arrestati e l’indignazione per le cronache giornalistiche.
In azienda cifre ufficiali di queste richieste di restituzione dei risparmi non se ne fanno: vige la consegna del silenzio, in attesa di definire una strategia comunicativa attiva. Quello dei soci prestatori è comunque un dato in continua crescita. Nel 2008 erano appena 198, per un ammontare di 4 milioni. Ma resta comunque un aspetto finanziario di immagine, più che di sostanza. Sempre nel 2013, per capirsi, risultano infatti mutui bancari del gruppo per 158 milioni di euro. (a.setti)
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