Pd, casse vuote: contratti di solidarietà
Crollano gli iscritti ed i fondi di mantenimento. La sede cambierà di nuovo: si trasloca in un appartamento di via Rainusso
Tempi duri, anzi durissimi per il Partito democratico di Modena. Le casse sono vuote e non ci sono più le condizioni per mantenere una macchina organizzativa che, seppur già fortemente ridimensionata nel corso degli ultimi anni, è tuttora composta da un trentina di dipendenti, senza considerare quelli in aspettativa. E così occorre tagliare e si vanno a toccare i dipendenti. Sono dietro l’angolo, infatti, i contratti di solidarietà, anticamera della cassa integrazione. Un fantasma che ora inizia ad aggirarsi in modo preoccupante per le sale della sede di via Scaglia.
DECISIONE INEVITABILE. È di queste ore la proposta ai dipendenti, e ai sindacati, di avviare una procedura di solidarietà per una parte dei mesi del 2015 e del 2016.
Passaggio scontato è stato deciso che non ci saranno più funzionari politici dipendenti a tempo indeterminato: insomma, la strada è quella di «un impegno più flessibile al servizio del partito», rilancia il segretario Lucia Bursi, in una nota che sfuma e di molto i reali problemi sul tappeto.
Sta di fatto che, superato il finanziamento pubblico dei partiti (sè già sollecitato il 2 per mille), in calo ormai da alcuni anni i proventi del tesseramento, in calo anche i proventi complessivi delle feste, «occorre ora costruire nuove condizioni di sostenibilità», spiegano dalla segreteria.
NOMI ECCELLENTI. E così i contratti di solidarietà diventano realtà. Sarà così anche per alcuni volti noti come il segretario cittadino Andrea Sirotti, l’ex-sindaco di Spilamberto Francesco Lamandini, l’ex-sindaco di Carpi Enrico Campedelli, e l’ex-assessore comunale Antonino Marino. .
E la cura dimagrante non finisce qui. A breve sarà tempo di trasloco. Si cercano spazi più piccoli e meno costosi. La nuova sede è stata individuata in via Rainusso, in un palazzo che fino a qualche anno fa ospitava la sede Modena 2 di Confesercenti... I tempi della maxisede di via Fontanelli sono proprio cose da secolo scorso...
CROLLO DELLE TESSERE. Del resto i numeri sono pesantissimi. A poco più di un mese dalla fine del tesseramento, i dati sugli iscritti in provincia sono già significativi. Degli 11mila 92 iscritti al Pd modenese del 2013 hanno rinnovato, finora, solo 8 mila 096 Persone. Ovvero, il 73% dei tesserati.
BILANCIO IN ROSSO. Ma a preoccupare ancor di più sono i numeri di bilancio. Dopo gli utili di gestione del 2010, 2011, 2013 (326.222 euro, superiore alle previsioni) e il sostanziale pareggio del 2012, l'anno del terremoto, per il 2014, anche a inizio 2015, aleggiava una perdita di circa 100mila euro.
CONTROMIUSURE. Ecco perchè quindi di fronte a un quadro così desolante occorre prendere atto della situazione e formalizzare le contromisure, da portare a termine nell'arco di un biennio.
Non solo il trasloco, entro la fine dell'anno, della federazione provinciale in via Rainusso e i contratti di solidarietà. Ma anche le strutture logistiche di servizio alle feste e le sedi dei circoli saranno oggetto della "riorganizzazione", come la chiama Bursi.
CIRCOLI AUTONOMI Ai circoli, in particolare, viene chiesto di rendersi economicamente autosufficienti. Intanto, è già stato avviato il percorso di fusione "deciso dagli iscritti" delle sezioni di Fanano, Montecreto e Sestola. Altri circoli, come quello di Sassuolo, si sono già trasferiti in sedi meno onerose. E altre «azioni analoghe sono ora allo studio», avanza Bursi. Che assicura: «pur nella razionalizzazione, confermiamo la presenza del Pd sul territorio provinciale e continuiamo nella progettazione di incontri di informazione, approfondimento e confronto come le recenti iniziative, compresa la due giorni dell'assemblea provinciale, stanno a dimostrare. E queste nostre riflessioni si collocano all'interno del percorso del congresso regionale». Inutile dire che il clima lungo i corridoi della federazione sia particolarmente teso. I dipendenti temono di perdere il posto di lavoro e il “partitone” tra tagli di poltrone e nuova politica come ufficio di collocamento non ha più la forza di un tempo. (a.m.)
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