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CUCINA E ETICA

Bottura: "All'Expo dimostreremo chi siamo"

Massimo Bottura, lo chef dell'Osteria Francescana
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Massimo Bottura, lo chef dell'Osteria Francescana

Lo chef: "A Milano un'occasione imperdibile per l'Italia. In cucina c'è una responsabilità sociale: con Caritas Ambrosiana promuoviamo la lotta agli sprechi"

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L'Expo è "un'occasione che l'Italia non può sprecare" visto che c'è la possibilità "di dimostrare chi siamo": l'esposizione di Milano è l'ultimo campo d'azione di Massimo Bottura, alfiere della cucina italiana contemporanea e testimonial della nuova "responsabilità sociale" dello chef.
Con la Caritas Ambrosiana e un team di architetti, designer, artisti e chef di livello internazionale, è nata l'iniziativa di lotta agli sprechi di cibo. "Era giusto dare un esempio, così - dice Bottura all'Ansa - nel Refettorio 2015 trasformeremo con i miei amici (ci saranno tra gli altri, Rene Redzepi, Ferran Adria, Yoshihiro Narisawa e Luca Fantin, ndr) gli avanzi quotidiani dei padiglioni per pasti gratuiti.
Vista l'eco, la Caritas ci ha chiesto di estendere il progetto dal mese e mezzo iniziale a tutti e sei mesi dell'Expo per creare la base solida di un lascito alla città di Milano".
Tra gli altri impegni Expo, "ho avuto l'invito dal padiglione americano il 4 luglio", racconta divertito ("farò qualcosa di americano visto da un italiano"). Poi altri eventi che includono la regione Emilia-Romagna e il padiglione central del design, ma il tema guida della manifestazione ("nutrire il pianeta, energia per la vita") lo riporta su "temi seri", come la responsabilità sociale dello chef. "Il cibo è condividere con gli altri, è inaccettabile che se ne sprechino 1,3 miliardi di tonnellate all'anno, sufficienti a sfamare quattro volte chi ne ha bisogno", rileva l'arcichef emiliano, che a marzo da San Sebastian ha lanciato con gli amici "chef internazionali" la campagna sul consumo di pesce azzurro ("un'acciuga e una sarda nelle mani giuste danno più emozioni, sono meglio di un tonno pescato nell'oceano Indiano e arrivato in Italia zeppo di conservanti").
La responsabilità sociale e la cultura sono la bussola degli chef. "Così è nato il 'riso, cacio e pepe' del 2012, divenuto un simbolo di speranza e che ha aiutato a vendere 360.000 forme di parmigiano danneggiate dal terremoto" dell'Emilia. "Attraverso la cultura si arriva alla conoscenza che apre le porte alla coscienza che porta al senso di responsabilità".
 

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