Casari, 90 minuti di lotta E ora vuole tornare a casa
Interrogato in carcere sulla convenzione con l’hotel, i soldi in Tunisia e D’Alema Difende l’onore della Cpl e la prossima settimana proporrà la scarcerazione
Lui, uomo di sport, abituato a soffrire 90 minuti soltanto quando sedeva sugli spalti di qualche stadio di calcio, ha giocato una nuova partita in carcere a Poggioreale dove negli ultimi giorni ha avuto una solidarietà inattesa da parte degli altri ospiti. Roberto Casari, dopo l’arresto di lunedì, si è presentato all’interrogatorio di garanzia con le idee molto chiare. È convinto delle sue azioni, vuole difendersi, ma soprattutto e a più riprese ha difeso l’onore della Cpl, spendendo parole d’encomio per i suoi soci e lavoratori.
Per 90 minuti, difeso dal collegio composto dagli avvocati Massimo Vellani di Modena, Luigi Sena di Napoli e Luigi Chiappero di Torino, l’ex presidente ha risposto alle contestazioni dei pm e alle domande del giudice. Si è spaziato su tutto, analizzando un’inchiesta che si snoda su 12mila pagine di riscontri ed intercettazioni.
L’hotel in convenzione
Il primo passaggio è stato su quella convenzione da circa 330mila euro che ai magistrati è sembrata più una strategia corruttiva che un affare. Eppure Casari ha segnalato di aver scelto l’hotel per la sua comodità e bellezza e di non aver mai pensato di conquistarsi favori attraverso un accordo con l’azienda dei fratelli del sindaco Ferrandino.
Il fratello consulente
Anche sul ruolo di Massimo Ferrandino, fratello del primo cittadino di Ischia, Casari ha provato a spiegarsi. Inizialmente lo ha incaricato proprio per il suo legame con Giosi, affidandogli la difesa in un’inchiesta in Lucania. Il risultato fu positivo e quindi fu stipulato un accordo di consulenza continuativa con scadenza nel 2018 e per la quale arrivarono anche alcune lamentele sia dallo stesso professionista per il limitato compenso sia dai dipendenti della coop che non capivano una nomina senza particolari competenze.
Tunisia e fondi neri
In Nord Africa Cpl era presente da anni e numerosi erano stati gli appalti a cui aveva partecipato. La Tunita, ossia la società usata per quelli che gli investigatori definiscono “creazione di fondi neri”, aveva un semplice rapporto di collaborazione.
I legami con D’Alema
Paradossale, verrebbe da dire, come parte dell’interrogatorio sia stato dedicato al legame con Massimo D’Alema. Casari ha ribattutto che i 500 libri e le 2mila bottiglie di vino sono stati acquistati come regali funzionali alle pubbliche relazioni. E di libri ne sono stati comprati anche di altri autori come Biagi, Zavoli e Tremonti.
La strategia futura
Fino alla fine degli interrogatori degli altri arrestati non sarà inoltrata nessuna richiesta di scarcerazione. La prossima settimana sarà con tutta probabilità invece proposta istanza al riesame per almeno uscire da Poggioreale. Non si esclude neppure la redazione di un’ingente memoria difensiva - ma sarà necessario leggersi le 12mila pagine di riscontri - e tra le ipotesi c’è anche quella di eccepire la competenza territoriale in quando parte delle accuse non riguardano Ischia, bensì l’area di Modena.
@francescodondi
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