Cpl: «Revocati gli incarichi a tutti i dirigenti indagati»
L’azienda passa al contrattacco: «Versione distorta dagli organi di informazione» «Casari è in pensione, Simone non era assunto, e noi non siamo una coop rossa»
Dopo tre giorni di silenzio, con commenti e giudizi che le sono arrivati addosso da tutta Italia, Cpl Concordia passa al contrattacco, accusando gli organi di informazione di avere dato una visione distorta della società e annunciando di avere revocato gli incarichi a tutti i suoi funzionari coinvolti nell’inchiesta, precisando infine che Casari non è più al vertice dell’azienda e che Simone, il rappresentante al centro di tutte le indagini più pregnanti, era un “esterno” all’azienda.
«La società Cpl Concordia e i suoi 800 soci non si riconoscono nell'immagine distorta che gli organi di informazione e parte dell'opinione pubblica stanno raffigurando. Quando si parla di “strategia aziendale criminale” o di “corruzione elevata a sistema” non si tiene conto della realtà di una storia imprenditoriale che in 116 anni ha prodotto lavoro e sviluppo per migliaia di persone sull’intero territorio italiano e nel mondo».
Posizione legittima, comprensibile, condivisibile, con un’unica precisazione: quelle parole non le hanno inventate i giornalisti, le hanno scritte - con tanto altro - i magistrati che indagano da due anni.
«A conferma della coerenza e dei valori che caratterizzano il corretto operato di Cpl Concordia - prosegue la nota - la cooperativa ha sospeso dagli incarichi e ha deciso la revoca delle cariche in Cpl e nelle società del Gruppo per le persone indagate».
Il riferimento è a Verrini e agli altri funzionari non arrestati. «Si precisa che l’ex presidente Roberto Casari dallo scorso mese di gennaio 2015 non ricopre più alcuna carica né nella cooperativa né nelle società del Gruppo. Francesco Simone non è mai stato dipendente della cooperativa, né di alcuna società del gruppo e non ha mai ricoperto alcuna carica ma ha esclusivamente svolto in passato attività di consulenza».
Poi l’azienda si sofferma su un epiteto che ha in effetti inutilmente alimentato il “gossip” vetero-politichese cui si è assistito in questi giorni, reclamando un orgoglio che si è sempre manifestato in questi anni: «È opportuno ricordare che Cpl Concordia non è né “rossa” né “bianca”: è una cooperativa che si fonda sul lavoro di 1800 persone. Non è qualcosa di diverso o di anomalo rispetto alla storia economica italiana, come si vorrebbe far intendere; è il frutto del sudore e della fatica di centinaia e centinaia di lavoratori che insieme l'hanno costituita e che contribuiscono tutti i giorni a fare grandi opere, innovazione e creare lavoro vero».
Di certo c’è che in paese l’emozione non si è ancora sopita e che negli uffici e nei cantieri si continua a lavorare come ogni giorno, provando a tenere fuori dalla porta un pensiero che resta immanente e che da queste parti si traduce sostanzialmente nel timore di perdere lavoro e prospettive.
Alberto Setti
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