E si valuta se vale la pena di restare al Sud
Tra inchieste e rischio commissariamenti, la coop riflette sull’impegno in un territorio “minato”
CONCORDIA. Gli appalti sono tuttora in corso, così come le concessioni per la gestione della distribuzione dell’energia.
Pensare che Cpl possa ritirarsi “di brutto” dalla Campania, da quella divisione del Sud che le ha riservato tanta fortuna ma altrettante disavventure mediatico-penalistiche, oggi sembra un azzardo.
Eppure ai piani alti della supercooperativa della Bassa (che definire rossa di questi tempi sembra un vernissage folkloristico), nel disorientamento di questi giorni qualche pensiero del genere sta inevitabilmente serpeggiando. Una strategia anticipata di disimpegno, che batta sul tempo il timore di qualche commissariamento, o il prevedibile atteggiamento negativo di quanti nell’imminenza di rinnovare le concessioni o di valutare gli appalti possano bocciare un nome oggi impegnativo come quello della cooperativa degli ex braccianti concordiesi. Insomma, una amputazione preventiva che lasci quelle terre al loro destino, ma sanifichi il tutto. «L’hanno fatto anche altri, pur in circostanze diverse. Si sono stancati dei camion bruciati, delle pressioni, e sono venuti via», si lascia scappare anonimamente qualche dipendente, condividendo l’opportunità di riflettere su un impegno che tutte queste soddisfazioni in fin dei conti non le ha riservate.
Ad esempio nella metanizzazione delle isole campane i costi sono spesso sforati di decine e decine di migliaia di euro, per la comparsa di vincoli paesaggistici o di necessità di varianti che non erano state preventivate e che hanno proporzionalmente ridotto i margini di guadagno. Tuttavia ad Ischia i lavori per la realizzazione e la gestione del sistema di trasporto e distribuzione del gas metano proseguono. Interpellate dai giornalisti che hanno invaso l’isola con l’arrivo dei primi ignari turisti, le squadre di operai però non confortano questi timori che vengono da Concordia: «Non sappiamo nulla, non dovere rivolgervi a noi», si limitano a dire proseguendo il lavoro. «Sono opere che erano avviate, io ho trovato la tavola già imbandita», conferma uno dei sindaci dei Comuni dell’isola.
Della quale si parla da tempo: anni fa in teatro a Mirandola Casari e l’allora ministro Marzano (estraneo all’inchiesta) si abbracciarono, salutandosi e ricordando l’impegno reciproco per la metanizzazione dell’isola. (a.setti)
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