Giovane paziente suicida: il medico non fu responsabile
È stata assolta con formula piena, perchè il fatto non costituisce reato, dall’accusa di omicidio colposo: si tratta di una psichiatra che all’epoca dei fatti era in servizio a Villa Igea. La...
È stata assolta con formula piena, perchè il fatto non costituisce reato, dall’accusa di omicidio colposo: si tratta di una psichiatra che all’epoca dei fatti era in servizio a Villa Igea.
La vicenda che coinvolge la donna, assistita dall’avvocato Alessandro Sivelli, risale a sette anni fa e riguardava il caso del suicidio dentro la struttura di un giovane sottoposto a Tso, quando la dottoressa era di turno nel reparto diagnosi e cura assistita da sette infermieri.
Il giovane venne trovato impiccato nel bagno con un pigiama legato alla porta. I genitori vollero vederci chiaro su questa vicenda e accusarono il medico di aver in qualche modo sottovalutato il caso del figlio, di non aver recepito alcuni segnali autodistruttivi e venne tirata in ballo anche la prescrizione e il dosaggio di alcuni farmaci, la terapia sedativa nel suo complesso.
Al limite ormai della prescrizione, dopo sette anni ieri in tribunale è arrivata la sentenza che ha assolto la dottoressa dall’accusa.
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