«I chioschi non abusivi potranno aprire»
Il Comune vuole autorizzare le tre strutture a lavorare in estate per garantire l’animazione del parco
L’estate modenese potrà godere di un parco sui viali “vivo”, sebbene ancora sfregiato dagli scheletri in cemento armato, tuttora sotto sequestro in attesa di un quanto mai auspicabile abbattimento post-processo.
L’amministrazione comunale ha infatti deciso di rispondere immediatamente all’appello lanciato ieri, tramite Gazzetta di Modena, dal titolare dell’Habanero che supportato da una petizione di mille firme ha chiesto al sindaco di proseguire con l’attività anche in occasione di questa estate proprio al fine mantenere vivo il parco.
Il Comune ha dato parere positivo con una nota diffusa ieri in tarda mattinata. «In vista dell’estate si dovranno creare le condizioni per garantire un’adeguata animazione del Parco delle Rimembranze e la giunta, che ha già affrontato la questione nell’ultima seduta, valuterà nei prossimi giorni la delibera che consente temporaneamente l’utilizzo dei vecchi chioschi, se in regola con i requisiti igienico sanitari e di sicurezza previsti dalle norme».
Contestualmente da piazza Grande ricordano come già l’anno scorso, vista la situazione di stallo-giudiziario in cui si trova il parco, venne assunta una delibera per consentire fino al 30 settembre l’attività di somministrazione di alimenti e bevande, nelle strutture che non erano poste sotto sequestro, in modo da consentire la fruizione dell’area garantendone vivibilità e maggiore sicurezza.
Quindi se tutto va secondo i piani entro la fine di questo mese - quindi in anticipo rispetto all’anno scorso - l’Habanero e gli altri due chioschi che non furono sequestrati né abbattuti in quanto estranei al progetto avviato dal Comune potranno alzare nuovamentele serrande e mettere fuori i tavolini per avviare la loro attività di intrattenimento nel parco.«In questo momento in cui il parco è ferito e abbandonato, è ancora più pressante l’esigenza di persone e di frequentazioni che lo tengano vivo», scriveva Serafini nella lettera al Comune, ricordando che di quel chiosco vivono i tre figli e alcuni collaboratori.
Oggi dunque è arrivata la risposta del Comune, non resta che attendere la delibera. Quanto allo stato in cui versa il parco, dovremo rassegnarci ad un’altra estate con gli scheletri in cemento armato. Sperando che sia l’ultima estate in queste condizioni. A settembre è infatti atteso l’avvio del processo che ha coinvolto tecnici e amministratori municipali. L’auspicio è che in quell’occasione si possa arrivare ad una decisione in grado di sbloccare la situazione. Altrimenti il rischio è che si debba attendere la fine di tutti i gradi della giustizia, con pericolo di ttendere anche tre anni.
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