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Il sindaco: «Tutti gli appalti erano in regola»

Il sindaco: «Tutti gli appalti erano in regola»

Ferrandino nega di aver avuto un ruolo nel maxi-impianto di gas e di essere mai andato in Tunisia

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«Tutto in regola», il sindaco non ebbe alcun ruolo nell'assegnazione dell'appalto né la cooperativa lo ricompensò con soldi o “altre utilità”, al contrario di quanto è contestato nel capo di imputazione. Gli indagati nell'inchiesta sulla metanizzazione a Ischia respingono con fermezza le accuse e offrono agli inquirenti una serie di spiegazioni su ogni singolo episodio al centro delle indagini, convinti di poter confutare punto per punto le argomentazioni alla base della ordinanza di custodia cautelare.

La prima tornata degli interrogatori di garanzia nei confronti degli undici destinatari delle misure cautelari, accusati a vario titolo di reati che vanno dall'associazione per delinquere alla corruzione, turbativa d'asta e false fatturazioni, si è svolta nel carcere di Poggioreale davanti al gip Amelia Primavera e ai pm Celeste Carrano, Giuseppina Loreto e Henry John Woodcock.

Il primo ad essere ascoltato dai magistrati è stato il sindaco Ferrandino. Assistito dagli avvocati Alfonso Furgiuele e Gennaro Tortora, ha precisato in primo luogo che la gara per l’appalto per la metanizzazione del Comune ha preceduto la sua elezione a sindaco (all’epoca - ha sottolineato - era primo cittadino di Casamicciola, uno dei sei comuni dell'isola). Ferrandino ha respinto l’accusa di corruzione. Ha affermato di non essere nè socio né gestore dell'Hotel Le Querce con il quale la Coop stipulò una convenzione da 330mila euro. Quella convenzione è stata sottoscritta con i suoi familiari, proprietari dell'albergo, ma non rappresenta - ha detto il sindaco - un corrispettivo per l'appalto, una vicenda nella quale - ha ribadito - non ha compiuto alcun atto. Ha poi negato in maniera perentoria un altro episodio di presunta corruzione contestato sulla base di alcune intercettazioni telefoniche: il viaggio in Tunisia che gli sarebbe stato pagato negli anni scorsi dalla Cpl Concordia. «In Tunisia - ha affermato - non ci sono mai stato in vita mia».

Alla fine dell'interrogatorio ha consegnato al giudice la nota protocollata al Comune d'Ischia martedì sera con cui ha formalizzato le sue dimissioni dalla carica di sindaco, e la contestuale sospensione del prefetto di Napoli. Una iniziativa che dovrebbe far venir meno una delle esigenze cautelari ipotizzate dai magistrati, ovvero il pericolo di reiterazione dei reati.

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