La piaga delle discariche: si lasciano rifiuti ovunque
Boom di abbandoni su tutta la fascia pedecollinare e sulle strade secondarie La polizia provinciale segnala altri quattro casi tra Sestola, Serra e Marano
La montagna modenese e la sua fascia pedecollinare continuano a essere segnate dalla piaga delle discariche abusive.
In questi giorni, sono almeno quattro gli episodi documentati in una ristretta fascia di territorio, indice di un fenomeno ben poco ridimensionato dal tempo e dalle campagne di sensibilizzazione ambientale. I casi più gravi sono senz'altro quelli scoperti dalla Polizia provinciale mercoledì, entrambi lungo la Fondovalle Panaro, il primo a Marano nella zona di Casona, alle pendici dell'Appennino, il secondo a Sestola. Depositi illegali in cui qualcuno di passaggio, probabilmente di notte, ha buttato un po' di tutto: da laterizi a onduline di plastica, lastre in fibrocemento per le coperture e anche di eternit. Tutto materiale che va smaltito secondo apposite procedure per evitare rischi ambientali e, nel caso dell'amianto, anche per la salute. Sistemi che ovviamente costano e che continuano ad essere aggirati in questo modo. Ma il rischio è quello di incorrere in conseguenze anche penali, oltre che nella sanzione amministrativa: le guardie hanno avviato indagini per risalire ai responsabili, nell'ambito dell'attività di prevenzione e repressione degli smaltimenti fuorilegge portata avanti in questo periodo anche attraverso controlli del trasporto su strada.
La cosa che colpisce però è come gli episodi si verifichino anche su arterie molto meno trafficate. Sulla sp 21, nel tratto che da Serramazzoni scende sempre a Marano, in questi giorni si potevano tranquillamente vedere depositi di vecchi copertoni a pochi metri dalla carreggiata. Uno subito dopo l’abitato di Ospitaletto, con uno scarico risalente a diverse settimane fa, visto che sui pneumatici si sono accumulate terra ed erba. L'altro poco più in giù, passata la frazione di Rodiano, e in questo caso si tratta di classici pneumatici da automobili, non di uso agricolo. Nello stesso punto peraltro in autunno erano stato trovati altri copertoni. Anche qui chiaramente chi ha agito ha risparmiato gli oneri dello smaltimento, ma ha abbandonato nell'ambiente e in zona a chiara vocazione agricola prodotti altamente tossici.
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