Gazzetta di Modena

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decennale dell’impegno conad

Mangiando s’impara, pure a scuola

di Serena Fregni
Mangiando s’impara, pure a scuola

Laboratori con i bambini, conoscenza a tavola di frutta e verdura

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Un impegno che continua da oltre 10 anni quello di “Mangiando S'impara”, il progetto di Nordiconad che in questi anni è diventato sempre di più un impegno per l'azienda.

Si tratta di un programma di educazione alimentare che coinvolge le scuole elementari insegnando ai bambini cosa vuol dire mangiar bene e soprattutto sano. Tutto questo attraverso laboratori informativi con docenti esperti di nutrizione e merende a base di frutta, che i piccoli trascurano a favore di merendine. Su questa linea negli anni il Conad ha aggiunto animazioni teatrali, incontri con i genitori, appuntamenti nei supermercati per insegnare ai bambini a fare la spesa con intelligenza.

«I laboratori - spiega Gian Luigi Covili, direttore dell'area Emilia Nordiconad - sono un modo per avvicinare i bambini al cibo sano divertendosi e giocando mentre possono imparare le basi per una sana alimentazione». A livello nazionale i dati rivelano che il 20,9 % dei bambini in età scolare tra i 6 e gli 11 anni è in sovrappeso e il 9,8 % risulta essere obeso: in totale circa un milione e centomila bambini.

«Uno stile di vita sano è fondamentale per poter stare in salute - continua Covili - e noi vogliamo che i bambini imparino questo attraverso l'apprendimento divertente. Il cibo ha un forte valore e vorremmo che questo insegnamento arrivasse anche ai più piccoli. Perciò insegniamo anche a non sprecare il cibo e ad apprezzare frutta e verdura, essenziali per il fisico». Ad oggi il progetto coinvolge oltre 1.000 classi, circa 24 mila alunni di cui 15 mila nella provincia di Modena; dal 2003 sono stati investiti 700mila euro.

«Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti - commenta il direttore generale di Nordiconad, Alessandro Beretta - Vorremmo far comprendere ai più giovani l’importanza del cibo e così pure a tutta la comunità».

Il progetto è stato appoggiato anche da “Rete Città Sane”, un network di città riconosciuto dall'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) per promuovere la salute e il benessere psicofisico.

«Bisogna far crescere dal basso un'esperienza di prevenzione primaria - spiega Simona Arletti, presidente nazionale di Rete Città Sane - e la consapevolezza nelle persone che la salute va essere tutelata. Per questo motivo Rete Città Sane non solo sostiene ma diffonderà il progetto nelle altre città perché riteniamo che questi prodotti e alimenti derivino da una sana agricoltura, oltre che essere anche legati al nostro territorio. Avere materia prima di qualità è come possedere una medicina». Il progetto acquisisce ulteriore importanza anche in relazione all'Expo, che come tema centrale affronta appunto le tematiche relative al cibo e al mangiare sano.

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