Gazzetta di Modena

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Aimi e Costi: i paperoni sono bipartisan

di Marcello Radighieri
Aimi e Costi: i paperoni sono bipartisan

Il consigliere forzista e l’assessore della Bassa sono i modenesi più ricchi, rispettivamente con 142mila e 111mila euro

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Era il più ricco con Errani, rimane il più ricco con Bonaccini. Enrico Aimi continua a guidare la pattuglia di modenesi in Regione, almeno nella classifica delle dichiarazioni dei redditi. L’esponente di Forza Italia risulta infatti il più facoltoso tra i consiglieri e gli assessori provenienti dalla nostra provincia. Ben 142mila euro di reddito complessivo, che diventano 127mila se si guarda l’imponibile. Cifre che fanno riferimento al 2013, e che fotografano un “lieve calo” rispetto alla dichiarazione di inizio passata legislatura.

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Oggi come allora, però, Enrico Aimi resta proprietario di cinque fabbricati a Modena e di una casa a Santa Teresa di Gallura, in Sardegna. Ancora, nella dichiarazione patrimoniale compaiono, esattamente come quattro anni fa, una Renault Scenic, una Bmw del 2007 e una Porsche d’annata 1973. Infine, nel portafoglio azionario dell’azzurro figurano alcuni dei più importanti gruppi nazionali: da Mediobanca a Fiat, passando per Parmalat e Telecom. Segue a – relativamente – poca distanza Palma Costi, fresca di nomina nella nuova giunta regionale con deleghe alle attività produttive, piano energetico, economia verde e ricostruzione post-sisma. Per lei – che ricopriva il ruolo di assessore già nella scorsa legislatura – poco più di 111mila euro e un paio di comproprietà a Finale Emilia e Camposanto.

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Completa il podio dei “paperoni” un altro dei reduci dell’era Errani. Massimo Mezzetti, già assessore alla Cultura, a cui Bonaccini ha voluto affidare anche la delega alla Legalità, dichiara infatti un’imponibile di circa 106mila euro, mentre in garage si trovano ancora un Audi A6 e una Citroen C3. Il quarto posto spetta poi a Stefano Bonaccini.

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Per il Presidente, un reddito di 74mila euro, una Multipla vecchia di una quindicina d’anni e, ultimo acquisto, una Seat Ibiza. Segue a ruota Elisabetta Gualmini, sua vice nonché assessore al Welfare, che nel 2013 “porta a casa” 72mila euro di imponibile. All’epoca era professore associato dell’Università di Bologna, presidente dell’istituto Cattaneo. Nella sua dichiarazione patrimoniale compaiono poi, oltre ad una Mini Cooper e ad una Vespa, anche titoli di stato italiani e tedeschi (in comunione con il marito, il deputato Pd Salvatore Vassallo) per un totale di circa 250mila euro. A distanza troviamo un trio di Democratici: Luciana Serri, che proprio nel 2013 era subentrata al dimissionario Matteo Richetti – 60mila euro – Giuseppe Boschini - che si ferma appena sotto alla soglia dei 50mila euro – e Luca Sabattini – 26mila euro. Completano la classifica il leghista Stefano Bargi, che ricopriva il ruolo di collaboratore in uno studio di Vignola, e la capogruppo dei 5 stelle, Giulia Gibertoni.

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Se si allarga lo sguardo al panorama regionale, la classifica è guidata dal giuslavorista Piergiovanni Alleva, consigliere dell’Altra Emilia Romagna, che sfiora i 200mila euro di reddito complessivo. Dietro di lui proprio Enrico Aimi e Palma Costi, sui cui già si è detto. Raggruppati intorno a quota 95mila troviamo poi l’assessore alle politiche ambientali Paola Gazzolo - che può anche contare su tre comproprietà a Piacenza e su un’Alfa Giulietta - l’avvocato forzista Galeazzo Bignami, la presidente dell’Assemblea legislativa, Simonetta Saliera, e il consigliere Antonio Mumolo. Infine, a chiudere la “top ten” dei più facoltosi, una sequela di democratici: oltre a Stefano Bonaccini, l’avvocato Roberta Mori - 86mila euro – e l’ex presidente del Consiglio provinciale di Bologna, Stefano Caliandro, che si ferma a 62mila euro di reddito complessivo.

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