Gazzetta di Modena

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Pasqua in carcere per gli arrestati

di Francesco Dondi
Pasqua in carcere per gli arrestati

Il gip respinge le richieste fatte durante gli interrogatori I dirigenti spiegano il meccanismo di elargizione dei fondi DOSSIER: Tutto sull'inchiesta Cpl

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Il giudice per le indagini preliminari Amalia Primavera ha concesso il beneficio degli arresti domiciliari a Massimo Ferrandino, fratello di Giuseppe detto Giosy e consulente di Cpl. Sono invece state rigettate le richieste di tutti gli altri indagati, compresa quella avanzata da Maurizio Rinaldi durante l’interrogatorio di garanzia andato in scena giovedì e di Nicola Verrini. Entrambi i dirigenti Cpl restano quindi a Poggioreale insieme a Roberto Casari per cui gli avvocati non avevano neppure presentato domanda di scarcerazione. Si prospetta quindi una Pasqua in cella per i tre dirigenti modenesi, arrestati dai carabinieri lunedì mattina. Ma la prossima settimana, dopo aver letto tutte le 12mila pagine dell’inchiesta, i legali provvederanno a fare ricorso al tribunale del Riesame per ottenere quantomeno i domiciliari. Per il momento, però, il gip ritiene che è ancora sussistente il pericolo di inquinamento delle indagini e la procura, a propria volta, potrebbe presentare nuovi atti ai giudici della Libertà per rendere ancora più solido l’impianto accusatorio ed evitare misure cautelari più soft.

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Ieri, intanto, Maurizio Rinaldi ha avuto la visita in carcere da parte del nuovo legale, nominato nelle ore successive all’interrogatorio di garanzia. C’è stata una chiacchierata informale, necessaria a fare il punto della situazione.

Intanto gli inquirenti sono andati a spulciare il meccanismo delle elargizioni garantite ogni anno da Cpl. E lo hanno fatto ascoltando alcuni manager. Le elargizioni ai partiti in occasione delle campagne elettorali - hanno ricostruito - devono essere approvate dal Consiglio di amministrazione in base ad un budget prestabilito, mentre non è obbligatorio il passaggio in Cda per quanto riguarda le donazioni alle onlus e alle fondazioni per le quali “ci si regola tenendo conto di quanto è stato stanziato l’anno precedente cercando di non sforare quel tetto - ha spiegato l’allora vice e ora presidente di Cpl, Mario Guarnieri - Io materialmente non elargisco nulla a nessun politico ma mi limito a verificare in sede di successiva assemblea che siano rispettati i limiti imposti dal budget. Può accadere che alcuni personaggi politici si rivolgano a me e io prendo atto della richiesta che viene portata in Cda. Ciò accade di solito per rappresentanti politici locali”.

«Il Cda - spiega poi Daniele Spaggiari - stabilisce qualche mese prima un budget da erogare alle formazioni politiche, ma la dazione dei contributi ai singoli politici poi non passa più dal Cda ma è gestito dall’ufficio di presidenza».

«Nel Cda di ottobre - ricorda il dg Fabrizio Tondelli - è stato valutato positivamente la contribuzione alla cena organizzativa di Renzi. Io non darei soldi a nessun politico ed infatti anche quando si è parlato di partecipare alla cena di Renzi, ero in disaccordo perché non trovavo alcuna utilità. Tuttavia il Cda per motivi commerciali e di opportunità ha poi stabilito diversamente ed elargito il contributo».

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