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Cpl e corruzione, l'inchiesta si allarga a Procida

Cpl e corruzione, l'inchiesta si allarga a Procida

L'ex sindaco ed ex parlamentare di An Luigi Muro è indagato per tangenti della cooperativa di Concordia

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L'inchiesta sugli appalti sospetti della Cpl Concordia si allarga. L'ex sindaco di Procida ed ex parlamentare di An Luigi Muro è indagato per corruzione nell'inchiesta della procura di Napoli sul presunto giro di tangenti versate dalla coop rossa che ha portato all'arresto del sindaco di Ischia (ora dimissionario) Giosi Ferrandino. Muro, raggiunto da un avviso di garanzia firmato dai pm Henry John Woodcock, Celeste Carrano e Giuseppina Loreto, è coinvolto nell'indagine sui lavori per la metanizzazione dell'isola, di cui è stato primo cittadino dal 1996 al 2005. Nell'ambito del nuovo filone, la stessa ipotesi di reato è contestata all'ex presidente della coop Roberto Cesari e a Nicola Verrini, ex responsabile Cpl per l'area Tirreno, entrambi raggiunti da ordinanza di custodia cautelare il 30 marzo scorso, quando i carabinieri del Noe hanno arrestato nove persone.


I carabinieri hanno acquisito documenti negli uffici del Comune e perquisito le abitazioni di Muro e del sindaco in carica Vincenzo Capezzuto, non indagato. Il primo atto di Muro è stato il ritiro della sua candidatura alle amministrative di maggio a Procida, dove correva per la rielezione a sindaco. «Questa vicenda mi amareggia profondamente e sono convinto che la magistratura mi aiuterà a chiarire tutto, quindi non entro nel merito dell'indagine" ha detto.


La svolta sarebbe nata dalle rivelazioni fatte al gip Amelia Primavera da Francesco Simone, responsabile delle Relazioni esterne della coop modenese. Simone avrebbe ammesso l'esistenza di un "sistema corruttivo" che funzionava attraverso consulenze, spesso fittizie a un familiare o a un prestanome, e subappalti a ditte legate agli amministratori pubblici. Muro sarebbe stato "utilizzato", anche per via dei suoi contatti con l'attuale sindaco, per ottenere le autorizzazioni necessarie ai lavori. A lui, è l'ipotesi, sarebbe stato riservata una quota tra il 10 e il 20% di una società costituita ad hoc dalla Cpl. Questo meccanismo, secondo Simone, sarebbe stato usato in altre occasioni, creando società di scopo in cui le quote aumentavano vertiginosamente quando l'appalto veniva assegnato. Simone avrebbe assistito a colloqui tra Muro e Cesari, in seguito ai quali l'ex presidente si sarebbe lamentato del fatto che Muro «voleva monetizzare subito il suo guadagno", vendendo la quota appena ottenuto il finanziamento. Si scopre intanto che nel dicembre 2014 l'organismo di Vigilanza di Cpl aveva proposto al Cda una serie di azioni correttive alla luce di «violazioni" riscontrate dopo il coinvolgimento della coop in due inchieste: quella su Ischia e quella sugli appalti al Policlinico di Modena. Tra le proposte, la sospensione della collaborazione con Massimo Ferrandino, fratello di Giosi (arrestato), e un limite di 5mila euro alle erogazioni alle fondazioni. (m.r.t.)
 

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