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Matteo: «Scrivo per liberare la mia anima»

Matteo: «Scrivo per liberare la mia anima»

Pievepelago. A 24 anni costretto a letto dalla distrofia muscolare. Ha scritto “ Broken Butterfly”

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PIEVEPELAGO. La scrittura è diventata la sua finestra sul mondo, la sua valvola di sfogo, come dice lui, permettendogli di tirare fuori le cose che si portava dentro da una vita, soprattutto la rabbia per un mondo prigioniero delle apparenze. Matteo Crovetti, scrittore 24enne di Sant’Annapelago costretto a letto da una malattia terribile come la distrofia muscolare, si è buttato con anima e cuore in “Broken Butterfly – Farfalla spezzata”, il suo primo libro (edizioni Appenninostampa.it) da pochi giorni in edicole, librerie e negozi della provincia ma anche internet (www.illibrodimatteo.com). E ne ha fatto il ritratto assolutamente unico di un giovane che non si rassegna agli stereotipi e non rinuncia alla voglia di vivere, affidandola al suo alter ego Matthew O’Connor.

«È come se fosse la mia anima, che si distacca dal corpo e vive in un mondo parallelo la vita che mi sarebbe piaciuto vivere - spiega Matteo dal suo letto - Diciamo che ho provato a dare un nome alla mia anima».

Lo ha fatto per un viaggio intenso tra presente e passato, luoghi di dolore, letti di ospedali ma anche momenti di speranza e amore nella sua adolescenza vissuta coi sentimenti tipici dell’età e i sogni, finché un’operazione alla schiena non ha cambiato tutto conducendolo verso l’immobilità.

Un viaggio tra cose che sono state e che potevano essere, in un intreccio continuo che conduce a sfoghi anche molto duri. «Mi ribello a una società - dice - che ti considera diverso quando invece sei come gli altri, solo segnato dalla malattia. Non sopporto chi mi guarda con compassione o pena e non vede in me una persona come tante che ha voluto e vuole vivere finché la malattia lo permette».

Matteo ha cominciato con le poesie, poi la narrativa è diventata quello che la musica metal non riusciva più a dare. «Quando avevo paura di uscire di casa per gli occhi puntati addosso – ricorda - mi caricavo con della musica pesante e andavo. Ma anche se mi è servita, quella era una maschera. Ora avevo bisogno di qualcosa di più e l’ho trovato nella scrittura». Il titolo rappresenta la sintesi ideale. «Broken Butterfly - aggiunge - è il nome del gruppo metal che a 16 anni sognavo di creare con due miei amici. Adesso è il mio concerto mentale». Ci sono state amicizie perse per la malattia, ma anche tante incontrate lungo il cammino, come quelle che da Pievepelago in là stanno supportando il libro, approfittando del passaggio di personaggi celebri per fotografarli con il volume e renderli partecipi della storia di Matteo e del suo inno alla vita, nonostante tutto. Gli ultimi, Lorella Cuccarini a Modena e il duo ciclistico Damiano Cunego-Franco Pellizotti, rivali in bici ma disposti a una bella stretta di mano a Pavullo alla partenza della Coppi e Bartali.

Daniele Montanari

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