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Pagani, la giovane pizzeria che ha scalato la classifica

Pagani, la giovane pizzeria che ha scalato la classifica

È stata aperta quattro anni fa e, dopo una partenza in sordina, oggi è prima La titolare Roberta Manfredini: «Non ci aspettavamo un simile successo»

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«Entusiasmo e voglia di mettersi in gioco». Sono gli “ingredienti” della pizzeria Pagani. Un’attività aperta da meno di quattro anni nell’omonima via, riuscita ugualmente a penetrare nel cuore di centinaia di clienti. Come dimostra il concorso PizzAMO, in cui hanno avuto una partenza “diesel” prima di raggiungere costantemente livelli da podio. «Abbiamo iniziato per scherzo - ha raccontato la titolare, Roberta Manfredini - quando il concorso era già partito. Dopo una settimana da quando abbiamo iniziato non eravamo neanche in classifica perché abbiamo portato tardi i tagliandi. Sette giorni dopo eravamo già nelle posizioni in alto della classifica e da lì non siamo più scesi. Non ce l'aspettavamo. Speriamo di continuare così». Al bancone del locale di via Gaspare Pagani c’è una scritta con un invito: “portate i tagliandi, li consegneremo noi alla sede della Gazzetta di Modena”. «Molte volte li portano in bianco - ha confessato la donna - e tocca a noi compilarli. Passare dal giornale poi non è difficile». A fianco del cartello c’è una carpetta trasparente con dei ritagli di articoli: sono le classifiche, aggiornate settimana dopo settimana. Il piazzamento del locale è evidenziato in arancione. Più in basso c’è un tagliando come quelli che si trovano quotidianamente tra queste pagine. Dietro c’è il forno, rigorosamente a legna. «Abbiamo iniziato l’11 aprile del 2011 - ha ripreso la titolare - è la prima pizzeria che abbiamo aperto. In tutto, incluso i portapizza, siamo in sette». Della squadra fa parte anche il figlio, Simone Manfredini. «Ho iniziato a sedici anni - ha aggiunto Simone - facendo tutta la gavetta fino a quando sono diventato pizzaiolo. Ho imparato il mestiere da due ragazzi siciliani, ormai sono dieci anni che lavoro».

Il giovane ha iniziato prima della crisi economica, ma se dovesse scegliere oggi non avrebbe dubbi: «Mi piace molto il mio lavoro - ha garantito - lo rifarei. In questi dieci anni sono cambiate tuttavia le abitudini delle persone. La crisi si sente anche nel nostro settore». Ancora oggi il locale è una “palestra” per giovani pizzaioli, come Matteo Gala.

Scorrendo nel menu si leggono specialità che richiamano alla tradizione cinematografica degli “spaghetti western”, come la Bud Spencer o la Terence Hill. «Non abbiamo una pizza a cui siamo più legati - hanno ribadito i Manfredini - le prepariamo tutte con ingredienti genuini, secondo la tradizione napoletana».

Su un muro c’è un manifesto per il consumo responsabile dell’alcol. «Quando si presentano giovani a chiedere una bevanda alcolica chiedo il documento d’identità - ha concluso Roberta Manfredini - cerco di stare in regola con tutto».

Gabriele Farina

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