Pistoni al questore: «Pronti a collaborare»
Benvenuto e massima collaborazione da parte dell’amministrazione comunale. È questo, in sintesi, il messaggio che il sindaco di Sassuolo, Claudio Pistoni (in foto) ha inviato al nuovo questore di...
Benvenuto e massima collaborazione da parte dell’amministrazione comunale. È questo, in sintesi, il messaggio che il sindaco di Sassuolo, Claudio Pistoni (in foto) ha inviato al nuovo questore di Modena, Giuseppe Garramone. «La questione sicurezza è da sempre un nervo scoperto – spiega il sindaco – tanto a Sassuolo quanto nelle realtà vicine, e non solo nella nostra provincia. Dalle spaccate ai furti, anche in pieno giorno, rappresentano un pedaggio che non vogliamo e non possiamo pagare alla crisi o alla disperazione: ognuno di noi ha il diritto sacrosanto di sentirsi sicuro tra le proprie mura di casa o nel proprio negozio. È per questo che ho salutato con grande favore le prime parole del nuovo questore che, in sostanza, ha annunciato più agenti in strada, in piazza, tra la gente e meno negli uffici. Da parte dell’amministrazione comunale di Sassuolo avrà la più ampia collaborazione possibile nell’aiutare le forze dell’ordine, siano essi agenti di polizia o carabinieri, a liberarsi il più possibile da compiti che possano essere svolti anche dai nostri uffici e dalla stessa polizia municipale. Un aiuto concreto nel favorire il più possibile il lavoro quotidiano delle forze dell’ordine, che non è mai venuto a mancare e nel quale crediamo in maniera convinta e che vanno difesi ed incoraggiati in un compito non certo semplice come quello di garantire la sicurezza e l’ordine pubblico».
Pistoni aggiunge che Sassuolo non si tira indietro. «Se le telecamere di videosorveglianza hanno aiutato in più di un’occasione il lavoro d’indagine delle forze dell’ordine, come nell’ultimo caso della spaccata in un bar di piazza Garibaldi, ancor più utili saranno le nuove telecamere che, nel corso di quest’anno, andremo a collocare non solo in centro, ma anche nei parchi, nelle piazze e nelle frazioni. In questi mesi, infatti, siamo impegnati a sistemare quelle telecamere, in alcuni casi obsolete in altri addirittura non funzionanti, che fungevano da deterrente, non da strumento d’indagine. Allo stesso tempo abbiamo già installato il primo lotto di quei nuovi strumenti e ne restano ancora da installare per un ammontare di circa 40mila euro». (a.s.)
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