Salvataggio del teatro Carani «È possibile un’alternativa?»
Perplessità, dubbi ed altro ancora tra le opposizioni per la proposta che l’amministrazione comunale, per bocca del sindaco Claudio Pistoni, ha inviato alla proprietà del teatro Carani con un tema...
Perplessità, dubbi ed altro ancora tra le opposizioni per la proposta che l’amministrazione comunale, per bocca del sindaco Claudio Pistoni, ha inviato alla proprietà del teatro Carani con un tema fisso: l’acquisto della struttura di via Mazzini. «Se tutti gli immobili comunali o quasi sono stati conferiti a Sgp – chiede l’ex assessore alla cultura Claudio Corrado al sindaco Pistoni - come può essere possibile effettuare una permuta? Se gli immobili comunali potenzialmente disponibili sono iscritti a bilancio come potenziali alienazioni come è possibile effettuare una permuta? Se fino ad oggi non si sono trovati nemmeno due euro per il Carani, ma 40mila per i bagni pubblici e sembra 100mila per una prossima figura da assumere in Sgp, dove li prendiamo i soldini per un impegno di 20 anni con la proprietà quando siamo “scappati” dal primo triennale firmato dopo una vita? Mentre diamo la priorità (lo dimostrano i vostri tempi) al problema contenitore culturale, vi siete mai posti il problema se esistesse una seconda possibilità in alternativa al Carani? Ovviamente vi siete accorti che le vostre visioni di una nuova struttura o altro risultavano essere pura fantasia come qualcuno già vi aveva ampiamente anticipato». (al.sci.)
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