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Modena, un anno di rincari: il pesce è al top

Modena, un anno di rincari: il pesce è al top

Ecco gli aumenti ed i ribassi registrati in città nei generi alimentari, nell’abbigliamento, nei bar e nella ristorazione

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Rispetto al 2013, nel 2014 è cresciuto in percentuale il prezzo del pesce fresco di mare, ma è calata di più la passata di pomodoro. È costato di più il pantalone da donna e meno la felpa da uomo. Sono alcuni dei tanti dati e curiosità che si trovano nella pubblicazione on line “I prezzi a Modena nel 2014”, curata dal Servizio Statistica e basata su rilevamenti in 463 punti vendita in città.

In generale, l’inflazione a Modena, misurata attraverso l’indice dei prezzi al consumo, ha registrato un tasso di crescita medio annuo di 0,4%, rispetto al dato nazionale che è del 0,2%. Il valore risulta tra i più bassi registrati negli ultimi decenni (bisogna risalire alla fine degli anni ’50 per un dato analogo) mentre, l’inflazione più bassa si è registrata nel 2013 (0,7%). L’analisi del tasso tendenziale mensile locale evidenzia valori bassi in tutto il 2014. «La contrazione del potere d’acquisto delle famiglie e l’incertezza in termini di occupazione e redditi – commentano gli statistici autori del rapporto – continuano a contribuire a una diminuzione generalizzata del livello dei prezzi, un dato negativo, indice del perdurare della crisi anche nell’anno appena trascorso».

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Il dato tendenziale più basso del 2014 si è registrato nel mese di dicembre (-0,1%), mentre il valore massimo è risultato quello di maggio (1%).

Tra le 12 divisioni prese in esame per il computo dell’inflazione, nel 2014 sono state sette le divisioni di spesa che hanno registrato incrementi superiori al tasso medio annuale: “Mobili, Servizi casa” (+1,4 %); “Istruzione” (+1,3); “Servizi ricettivi, ristorazione” (+1,2) “Alcolici e tabacchi” (+ 1,1); “Trasporti” (+1,0); “Servizi sanitari, salute” (+0,8); “Ricreazione, cultura” (+0,5). In controtendenza, con valori negativi e quindi con prezzi in calo, sono risultate le divisioni: “Comunicazioni” (-8%); “Altri beni” (-0,6) e “Alimentari e bevande” (-0,5).

Guardando alle variazioni annue, gli alimentari e bevande sono calati del 3,2%, alcolici e tabacchi dello 0,8%, abbigliamento e calzature dello 0,%, casa e energia a -1%.

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Guardando agli aumenti alimentari, come detto il pesce fresco allevato è più caro del 7,4%, il pepe nero del 6,5%, il cioccolato in tavolette del 6%, il pescato del 5,5%, i legumi secchi del 3,9%, le sottilette a 3,7%, gli spinaci surgelati a 3,5%, il tonno in scatola al 3,3% e il minestrone surgelato a 3,1%. Tra i prezzi calanti, la passata di pomodoro a -10,3%, i frollini a -7,9% le merendine e a-7,7%, lo zucchero a - 7,5%, il salame confezionato a -7,2%, la pasta ripiena a -7,1, lo yogurth a -6,6%, al pizza surgelata a -6% e la farina a -5,9%. Massima crescita dei prezzi in aprile e maggio.

Passando ad alcolici e tabacchi, crescono: l’aperitivo a +2,8%, il vino di qualità a +1,2%, la birra nazionale dell’1%. Calano lo spumante a -2,4%, i liquori dolci a -1,1%, il whisky a -0,9%, la grappa a -0,3%.

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Passando a scarpe e vestiti, crescono i pantaloni da donna a +10,2%, le camice da donna a +7,8%, gli abiti da uomo a +5,4%, i collant a +4,9% le camice da uomo sa +3,8%. Calano la felpa da uomo del -10,5%, la tuta da ginnastica da uomo a -8,7%, il jeans per bambini a -6,1%, la felpa per bambini a -4,9%, il reggiseno a -3,3%, il giubbotto da uomo a -2,8%, le scarpe sportive a -2,8%. Massima crescita dei prezzi in primavera.

Dal punto di vista territoriale il confronto con le 21 città rilevate, conferma che l’inflazione modenese nel corso del 2014 è risultata sostanzialmente nella media nazionale.

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