Coop Muratori di S. Possidonio chiude
Trattative per l’assorbimento in un’altra impresa o concordato per bloccare entro il 15 l’istanza di fallimento di un fornitore
SAN POSSIDONIO. Il 13 dicembre del 1946 nasceva la Cooperativa Muratori di San Possidonio. Era un venerdì, ma i primi sette soci che diventarono 17 poi 25 all’atto ufficiale della fondazione, e che inizialmente scelsero di darle vita, erano evidentemente immuni da superstizioni. Andarono a registrarne l’atto di nascita versando 22 lire a testa come capitale iniziale e investendo in quella impresa tutte le loro speranze per il futuro.
Dopo 69 anni questa avventura storica e sociale che ha dato pane, case e prospettive a tante famiglie della Bassa e anche oltre, dovrà arrendersi al terremoto finanziario della crisi e al nuovo mondo che si prospetta. Il 15 aprile infatti è fissata l’udienza promossa da una istanza di fallimento presentata da una cooperativa reggiana, che reclama il mancato pagamento di un debito di circa 500mila euro.
E se - non capiterà qualcosa in questi giorni - la storica Coop dei muratori di San Possidonio, con il suo patrimonio umano e immobiliare importante, rischia di fallire.
Per cercare di evitare un tracollo così traumatico, a San Possidonio il presidente Mori e i suoi collaboratori sono al lavoro da mesi.
Prima speravano di poter rientrare nell’operazione-Sirem, quella che ha consentito il travaso della Coop di Costruzioni di Modena - analogamente in crisi - in una nuova ragione sociale con nuove speranze. Ma se dal mondo cooperativo sono arrivati i sostegni, anche economici, per salvare l’occupazione e l’esperienza della Cdc, Coop Muratori San Possidonio quella fortuna e quella considerazione non l’ha avuta. I circa 40 dipendenti, una decina dei quali impiegati, sono silenziosamente senza stipendio da tre mesi, da quando i loro vertici cercano in ogni modo di attutire il trapasso, e da quando i sindacati di categoria seguono da vicini l’evolversi della situazione. C’è anche un altro tentativo, quello di convogliare mezzi e personale in Sicrea, ma anche qui sono sorte le problematiche del caso, in quanto i cantieri della CmSp sono fermi da settimane, e il timore degli acquirenti è di non realizzare subito un interesse economico. Una risposta da Sicrea era attesa per questi giorni. In caso di mancata inclusione, obiettivo minimo, in questa settimana che resta prima dell’udienza del 15, è perciò una controproposta di concordato, perché l’azienda chiusa vada incontro ai suoi creditori senza incorrere nelle procedure della liquidazione coatta.
La crisi di Coop Muratori San Possidonio era e resta una crisi di sistema perchè, al di là della spinta della politica a far girare la ruota del mattone e del cemento, il mondo sta cambiando. Ma è anche una crisi di liquidità: la Coop possidiese possiede infatti numerosi immobili di pregio ma invenduti, su un mercato che non può più assorbire come un tempo. (ase)
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