Il trenino non correrà più Muzzarelli: «Non è sicuro»
Lettera del Comune che obbliga a smantellare le rotaie, i gestori pronti per il Tar Da oggi attese le ruspe. Il sindaco: «Capisco l’affetto, ma prevengo incidenti»
La pagina Facebook ha ormai raggiunto i 4mila “like” mentre si sta preparando una petizione per il Comune. Una parte di Modena è mobilitata per salvare il trenino del Parco della Rimembranza che da oggi in poi potrebbe essere smantellato a colpi di ruspa dal Comune (a spese della proprietà). È la reazione popolare all’ultimo intrigo burocratico tra Prefettura e Comune che impone di liquidare dalla strisce di verde dietro al chioschi sequestrato Ex Bobotti di un pezzo della nostra storia. Quest’anno il trenino compie 50 anni esatti: una parte spesi ali Giardini Ducali e un’altra parte al Parco della Rimembranza.
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«Non ci potevo credere - spiega la titolare Onoria Mazzanti, con il marito Giuliano Solmi - è da luglio che lotto per salvarlo e sto facendo di tutto ma non basta. Ora è arrivata la lettera del Comune che impone di smontare tutto. Spero tanto che il Comune ci convochi e cerchi di venirci incontro. Siamo disponibili a fare tutto ciò che c’è da fare, come sempre; non vogliamo ricorrere al Tar». Il sindaco replica: «L'amministrazione non ha alcun interesse né piacere se un pezzo di storia della città scompare, tanto più in un'area che abbiamo piacere resti viva e frequentata, e vogliamo rilanciare. Il nostro impegno è quello di fare ripartire il trenino in sicurezza e trovare una soluzione, cosa non facile visto che la situazione è in stallo da tempo: la “Commissione provinciale di vigilanza sul pubblico spettacolo” presso la Prefettura, ha rilevato elementi di criticità e la titolare, nonostante ripetuti inviti dell'amministrazione comunale a trovare insieme soluzioni per provvedere (inviti che si ripetono ormai da anni, non settimane, né mesi: anni) non ha posto in essere gli atti necessari».
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Aggiunge Muzzarelli: «La Commissione, non l'amministrazione comunale, è competente. E, secondo la Commissione, ci sono criticità rilevate dallo stesso tecnico della proprietà». È quanto c’è anche scritto in forma sintetica nella lettera inviata per Pec alla Onofri dalla dirigente dello Sportello unico attività produttive del Comune Claudia Giovanardi “invitando” in conclusione di «voler disporre lo sgombero dell’area occupata rimuovendo l’intera struttura ed eventuali attrezzature entro 15 giorni dalla consegna della presente». E i 15 giorni scadono oggi.
Ma cosa può spingere una commissione a non concedere la cosiddetta “targhetta” prevista dalla legge del 2007 per gli “spettacoli viaggianti”?
«In realtà, il punto è che non esiste un aspetto propositivo dalla commissione - spiega Onoria - sei tu gestore, tramite il tuo consulente, a portare documenti che possono essere giudicati sufficienti o meno. E in questi anni noi abbiamo aggiunto molto per la sicurezza: cinture di sicurezza, luce rosso, freno speciale... Non basta. Dicono di no».
E quindi cosa c’è di così pericoloso nel trenino del Parco se non è mai avvenuto un incidente dal 1988? Spiega il sindaco: «Ad esempio il pericolo che i bambini passeggeri del trenino possano ferirsi all'ingresso del tunnel o contro un albero se si sporgono, e oltre alle distanze ridotte dagli ostacoli non ci sono mezzi di sicurezza se qualcuno maldestramente attraversa i binari a trenino in marcia. Ora, è vero che le probabilità di un incidente sono ridotte, tant'è vero che non si è ancora verificato ma se viene ferita/o una bimba o o un bimbo tutti noi ce la prendiamo col caso, col “destino” o diamo la colpa a chi non ha rispettato le regole ed a chi non le ha fatte rispettare? E se posso allargare il discorso oltre il trenino, siamo o non siamo d'accordo che una comunità vive anche di regole, e non si possa sempre sperare che le cose “vadano bene”? Io capisco l'affetto che tanti modenesi hanno per un mezzo che ha fatto parte della loro infanzia e per questo prendo atto positivamente che la signora ha detto di "pronta a dialogare con l'amministrazione", sia pure tardivamente», scrive il sindaco ricordano che la sicurezza viene prima di tutto.
«Io non capisco il no della Commissione e questa lettera perentoria del Comune - replica Onoria - faccio presente che sono andata a Reggio a vedere le condizioni del trenino gemello del mio vicino al Teatro Valli e loro hanno ottenuto la targhetta. A Bologna, dove è una commissione comunale a rilasciarla, nessun problema. Perché solo noi? In luglio ci hanno fatto chiudere. Ora non ci fanno pagare neanche più il plateatico. Voglio pagarlo. Noi vogliamo correre sul trenino».
Intanto si è scatenata una gara di solidarietà per salvare il trenino.
L’obiettivo erano 4mila “like” e presto potrebbero raggiungerli. Perché stando a questa mattina la pagina Facebook “Salviamo il Trenino del Parco della Rimembranza” era arrivato a 4200 “like”. Tantissimi i modenesi che hanno aderito, conosciuti e sconosciuti, anziani e piccoli, del centro e della periferia, hanno aderito a questa iniziativa nata da un gruppo di modenesi che vuole tutelare un trenino che un tempio si trovava ai Giardini Ducali e che da alcuni decenni si trova al Parco dietro l’ex chiosco di Bobotti. L’effetto amarcord conta molto, certo: c’è tanta nostalgia e voglia di vedere continuare qualcosa che lega ai giorni dell’infanzia. Ma c’è anche la volontà di mantenere il trenino per arginare il degrado in cui versa il parco o, per tanti, anche per contrastare lo scempio dei nuovi chioschi sotto sequestro, giudicati invasivi contro la presenza di un anello di rotaie intorno al quale non ci sono mai stati incidenti. I 4mila mi piace non bastano però e quindi si sta organizzato una petizione vera, della quale daremo notizia.
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