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L’inchiesta si allarga a tutti i lavori di Concordia al Sud

L’inchiesta si allarga a tutti i lavori di Concordia al Sud

I pm ribadiscono: «In Cpl sistema corruttivo generalizzato» Esame degli atti sequestrati a Procida e nuovi interrogatori

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Nell’unica sua sortita pubblica di giovedì 2 aprile, Cpl Concordia aveva respinto con fermezza l’utilizzo da parte della magistratura di parole come “strategia aziendale criminale” o di “corruzione elevata a sistema”.

Per tutta risposta, i tre pubblici ministeri che conducono le indagini Loreto, Carrano e Wookock, nell’ultimo decreto che dispone le perquisizioni a Procida parlano di «un vero e proprio sistema corruttivo assolutamente generalizzato che ruota intorno e che ispira l’attività della cooperativa Cpl Concordia». Sistema descritto nell’ordinanza di custodia cautelare del gip Amelia Primavera, eseguita otto giorni fa e ribadito dall’interrogatorio in carcere di venerdì 3 aprile di Francesco Simone, l’ex collaboratore di Cpl, responsabile delle relazioni esterne al Sud e considerato il fulcro di tutta la vicenda.

Ora l'attenzione degli inquirenti è concentrata sui lavori per la metanizzazione nell'isola di Procida, appunto alla luce della rivelazioni fatte a Poggioreale da Simone. Come noto, dopo l’interrogatorio del manager sono stati emessi avvisi di garanzia per concorso in corruzione nei confronti dell'ex sindaco di Procidea ed ex deputato di An Luigi Muro, nonché di Roberto Casari e Nicola Verrini, rispettivamente ex presidente e ex responsabile di area della Coop, aggravando così la posizione dei due concodiesi.

Di indagati per la verità ce ne saranno presumibilmente anche altri, ma per nuovi provvedimenti occorrerà attendere l'esame dei documenti sequestrati al Comune isolano, o nelle abitazioni di Muro e dell'attuale sindaco Vincenzo Capezzuto (non indagato). Dopo di che i magistrati, con molta probabilità, interrogheranno di nuovo Verrini e Casari. E soprattutto Simone, anche su diversi altri appalti affidati alla Cpl e quindi su altri presunti casi di corruzione di politici e amministratori. Nell’interrogatorio Simone infatti ha parlato di uno «strumento di penetrazione da parte di Cpl rappresentato dalle consulenze in favore di persone collegate ai pubblici ufficiali che gestivano quegli stessi appalti». Esemplificando questo sistema a suo dire diffuso, Simone ha poi fatto il caso di Procida, dando così lo spunto per verificare.

«Ho assistito personalmente ai colloqui tra Casari e Muro che parlavano chiaramente di tale vicenda», ha detto Simone ai magistrati, dettagliando la questione delle consulenze e delle partecipazioni azionarie.

Secondo il pentito, Cpl era solita costituire delle newco, società di scopo, per effettuare i lavori in loco. Nel caso di Ischia era la Ischia Gas.

Queste società di scopo secondo Simone hanno prima del finanziamento e dell’approvazione dei lavori un valore basso, valore che poi schizza alle stelle una volta ottenuto il finanziamento. Ebbene, come abbiamo riferito, secondo Simone a Muro - che Simone definisce “una personalità” - era stata concessa una partecipazione azionaria di minoranza, ma con la prospettiva che quella partecipazione sarebbe poi lievitata una volta ottenuti i finanziamenti. Quota che Muro poi, discutendo in seguito con Casari, avrebbe voluto subito gli fosse liquidata.

Più in generale, Simone ha parlato dell’affidamento di consulenze o dell’individuazione di «un subappaltatore o un fornitore segnalato dal soggetto pubblico che poi gli fa aggiudicare l’appalto e che gestisce le relative pratiche amministrative». Il tutto, appunto, secondo il «protocollo ben consolidato». Protocollo che, sottintendono i magistrati, era lo stesso adottato a Casal di Principel, alla luce delle affermazioni fatte dal pentito Antonio Iovine, che aveva parlato di ditte subappaltatrici individutae dopo un accordo con il clan dei Casalesi.

Insomma, di questo passo c’è un gran lavoro da fare per gli avvocati difensori, per restituire libertà e credibilità agli indagati.

Alberto Setti

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