L’ospedale si difende: «Corretti e trasparenti»
La replica dopo la minaccia di denuncia per condotta antisindacale La direzione: «Elezioni Rsu in regola. Respingiamo al mittente qualsiasi accusa»
Condotta antisindacale? Accusa infondata, che respingiamo al mittente. Dopo la minaccia dei sindacati di una denuncia, arriva la replica dell’ospedale di Sassuolo. «Abbiamo agito in modo corretto e trasparente – affermano dalla direzione dell’ospedale – Respingiamo qualsiasi addebito di comportamento antisindacale».
Facciamo un passo indietro. Nei giorni scorsi quattro (delle cinque) sigle sindacali presenti nell’ospedale – la Cisl Funzione Pubblica, la Uil/Fpl, la Fials e la Nursind – hanno annunciato la volontà di denunciare per condotta antisindacale il nosocomio per aver fatto accordi con la sola Cgil in merito alle modalità di elezione per il rinnovo delle rappresentanze sindacali unitarie. Pomo della discordia è il diritto di voto dei “comandanti”, i 190 dipendenti dell'Asl distaccata al nosocomio sassolese: la Cgil voleva che questi lavoratori votassero quando si sono tenute le elezioni per il rinnovo delle Rsu in tutto il pubblico impiego (il 3-4-5 marzo), le altre sigle sindacali ritenevano più adeguato che votassero nell’azienda in cui lavorano; ma ha prevalso la linea Cgil.
«A dimostrare la nostra correttezza – prosegue la dirigenza dell’ospedale – c’è lo svolgimento del percorso di avvicinamento alle elezioni delle Rsu. Nella fase preparatoria, il 9 marzo, si è svolto un incontro al quale erano presenti tutte le sigle sindacali; in quell’occasione fu fissata la data della votazione - 18, 19, 20 maggio - viceversa non si raggiunse l’accordo sul tema dell’elettorato ammesso al voto. Per cercare di superare questa divergenza e, soprattutto, applicare correttamente l’art. 11 del generale sistema delle relazioni sindacali, la direzione dell’ospedale ha posto in essere uno sforzo per individuare una data ed un orario che potesse conciliare le esigenze di tutti i rappresentanti dei lavoratori».
Ma le soluzioni proposte non sono state accettate. «Solo a questo punto - prosegue l’ospedale - per applicare correttamente l’art. 11, si è dovuto scegliere, come data ultima ed improcrastinabile dell’incontro il 31 marzo al fine di stipulare l’accordo, vera e propria “condicio sine qua non” per garantire, nelle date previste, il diritto di voto a tutti i lavoratori. A ciò va aggiunto che, attraverso la raccolta di 430 firme, numero che rappresenta l’87% del personale interessato alle elezioni, è stato chiesto che potessero votare sia i dipendenti della spa si i comandati. Queste argomentazioni nel corso dell'incontro del 31 marzo hanno trovato il pieno consenso dell'unica sigla sindacale presente con la quale è stato sottoscritto un accordo».
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