Piacentini: «Sistema cooperativo stravolto»
Le piccole imprese di costruzione strigliano Lugli: «Relazioni dubbie con la politica in funzione appalti»
«Fossi in Legacoop farei una riflessione seria su quello che è il sistema cooperativo attuale». A parlare è Dino Piacentini, ex presidente di Apmi Modena, oggi presidente nazionale di Aniem (che associa le imprese del comparto costruzioni) e imprenditore edile modenese. La vicenda giudiziaria esplosa intorno e dentro Cpl Concordia è il “la” per tirarsi fuori qualche sassolino dalle scarpe, su quel sistema cooperativo permeato da «interscambi – dice l’imprenditore modenese senza troppi giri di parole – con la politica, che porta ad interrogarsi su come tanti appalti pubblici vengono affidati».
Una critica di sostanza, quella di Piacentini, che si rivolge direttamente a Legacoop e al suo presidente, Lauro Lugli.
«Negli anni del dopoguerra – afferma – il sistema cooperativo ha dato vita a parole come solidarietà e mutualismo. Ma nel momento in cui le cooperative sono diventate “grandi” quei valori si sono persi e sono diventate delle contraddizioni in termini. Mutualismo significa gestione del collettivo, non prevalere della finanza sul lavoro. È necessario riconsiderare il modello delle cooperative, dove le decisioni non vengono più prese dai soci, ma dai manager». L’attacco non risparmia il caso di specie, quello della Cpl, nel mirino dei magistrati per gli appalti ottenuti per la metanizzazione dell’isola di Ischia e che ha portato all’arresto di alcuni dirigenti della cooperativa, tra cui l’ex presidente Roberto Casari.
«Non può essere che la governance – chiosa Piacentini – di una cooperativa duri 35 anni come quella di Casari. È una vera e propria azienda privata, con un padre padrone».
E se dal particolare ci si sposta al generale, la riflessione è su quel sistema emiliano-romagnolo «permeato – prosegue – di interscambi tra la parte produttiva cooperativa e la politica. Una sorta di egemonia delle coop nel sistema degli appalti pubblici. Parlo al passato, ma alla luce delle recenti vicende, credo che si possa parlare al presente».
Il codice etico di Aniem, ad esempio - tiene a precisare il presidente - prevede l’immediata sospensione dell’impresa (in casi come quelli di Cpl) fino a sentenza passata in giudicato. Mentre al momento Legacoop Modena ha assicurato che la Cpl non sarà oggetto di alcuna sanzione.
«Il sistema cooperativo – aggiunge Piacentini – ha avuto tutti i meriti di far crescere il territorio, ma quando hanno cominciato a crescere, le coop sono diventate un sistema monocratico dove il processo di confronto interno è inesistente. E sono presenti ovunque, se consideriamo il territorio regionale: dalla Cispadana, alla Campogalliano-Sassuolo, oltre che su tutta la parte della sanità. Il 30-40% degli appalti sono loro. E non è solo una questione di numeri, ma di qualità e modalità di assegnazione degli appalti. Sarebbe interessante verificare i termini di aggiudicazione, parlo del massimo ribasso, in alcuni casi non mi stupirebbe l'affidamento diretto o bandi dove partecipano solo una-due aziende».
Da qui la richiesta di un’operazione trasparenza, su strutture che «nulla hanno a che vedere con la cooperazione, anche cambiando la legislazione – conclude Piacentini – magari stabilendo che si può essere cooperativa solo fino ad un certo fatturato e certo numero di soci. Anche perché le cooperative hanno vantaggi fiscali enormi, come l’esenzione delle imposte sull’utile o la non tassazione sugli interessi dei prestiti dei soci».
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