Antitumorali e epo rubati: indagati ciclisti amatoriali
Smantellato un giro illecito che da Sassuolo si estende in città e provincia: usavano medicinali presi in ospedale, li nascondevano su furgoni di mozzarelle
I nove indagati sono ciclisti amatoriali modenesi, sassolesi e maranellesi e formiginesi, un impiegato Ausl all’ospedale di Baggiovara, uno spacciatore di cocaina e un autista che da Caserta portava le sostanze vietate tra le mozzarelle di bufala Dop. E in Campania, la parte sommersa di questa vicenda che arriva a Modena, ci sono altri 98 indagati per il furto e la ricettazione delle sostanze. È uno spaccato sconcertante per il ciclismo amatoriale modenese, quello che emerge dall’inchiesta appena conclusa dal pm Enrico Stefani della Procura di Modena, che in queste ore sta scrivendo le notifiche di fine indagine. Tutti coinvolti, secondo il magistrato, in un giro di antitumorali, epo e anabolizzanti rubati negli ospedali e assunti da questi appassionati di pedali dopati che non disdegnavano qualche tiro di cocaina. Coinvolti un noto club amatoriale di ciclismo modenese e un negozio sportivo.
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Nello specifico, l’accusa notificata al termine di questa indagine con intercettazioni telefoniche e ambientali e perquisizioni in Emilia e Campania è di traffico, cessione e commercializzazione di sostanze dopanti, reato punibile con una pena fino a tre anni di carcere. Per il corriere l’accusa è di ricettazione. Il giro composto da sportivi dilettanti e amatori per un anno è stato al centro dell’attenzione dei carabinieri di Sassuolo. Sul caso hanno lavorato anche i Nas di Parma.
L’indagine ribattezzata “Ti piace vincere facile” - come il fortunato slogan pubblicitario - ha inizio nel giugno dello scorso anno con la perquisizione in casa di uno sportivo amatoriale, nel corso della quale sono stati trovati, oltre a dosi di cocaina, alcuni farmaci dopanti, «gran parte dei quali – sottolineano i militari dell’Arma - ad uso esclusivo ospedaliero, utilizzati per cure antitumorali, e quindi di sicura provenienza illecita». L’indagine parte da Sassuolo e subito si allarga al comprensorio ceramico, poi a Modena città e infine mette radici a Caserta e Napoli, fonte delle forniture illegali di medicinali ospedalieri.
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Le indagini, coordinate dal sostituto Stefani hanno portato a “ritagliare” persone collegate al mondo di uno sport che suscita grandi passioni e sacrifici: ciclisti amatoriali, preparatori atletici e culturisti. I militari riescono ad «acclarare come gli stessi fossero usi a rifornirsi periodicamente di medicinali dopanti dal medesimo fornitore; medicinali che poi – aggiungono i carabinieri - in parte utilizzavano per migliorare le loro prestazioni sportive e in alcune occasioni in parte cedevano ad altri sportivi dilettanti loro amici». Non sono ancora noti ufficialmente i nomi degli indagati né la società coinvolta. Altre perquisizioni domiciliari hanno portato al sequestro di migliaia di compresse e fiale contenenti steroidi, anabolizzanti, androgeni, gonatropine e soprattutto epoietine (Epo e Cera). Nel corso di una perquisizione, è stata trovata addirittura una centrifuga per l’esame dell’ematocrito, strumento usato per monitorare l’ossigenazione del sangue degli atleti. L’operazione si è conclusa con un appostamento che ha permesso di intercettare il corriere che da Caserta saliva periodicamente per rifornire non solo il Comprensorio ceramico, ma anche il mercato della provincia di Modena. Colpisce un dettaglio di questo blitz rivelatore: il corriere aveva trasportato i medicinali dopanti nascosti sul furgone che risultava dover trasportare solo mozzarella e altri prodotti tipici campani.
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