Cabassi, il progetto per 5mila nuovi posti
Sarà presentato in Comune nei prossimi giorni ma il presidente Caliumi è scettico: «Aspettiamo il parere dei tecnici»
Si toglie il velo al futuro stadio Cabassi che potrebbe ospitare la serie A, anche se, a dire il vero, da più parti pare ormai certa la soluzione Braglia. In settimana il Carpi Calcio, in ogni caso, presenterà in Comune un progetto di ampliamento della struttura per oltre cinquemila posti, che aggiunti ai circa quattromila odierni, darebbero l'agognata agibilità per la massima serie calcistica. La rivelazione, a dire la verità fatta a bassa voce, arriva da Claudio Caliumi, presidente dei biancorossi. «Abbiamo sempre lavorato in silenzio - dice il dirigente - e anche adesso non vogliamo fare troppo clamore attorno a questo progetto perché, in effetti, di progetto di massima si tratta. Solo se i tecnici daranno il loro ok allora si potrà iniziare a parlare di un vero e proprio piano esecutivo». Anche se al momento il “rendering” del progetto è top secret, è lo stesso Caliumi che spiega i punti importanti di questa ristrutturazione. «In sintesi - dice - al posto delle due curve saranno realizzate nuove gradinate che consentiranno di incrementare notevolmente la capienza». Il presidente d’altra parte non nasconde i suoi timori: «La struttura in sè - commenta - potrebbe anche funzionare, ma temiamo che la collocazione del Cabassi non sia ideale dal punto di vista della viabilità. Quando a Carpi dovranno scendere squadre come il Milan o la Juventus, si potrebbero presentare forti criticità. Per questo l’ultima parola spetta ai tecnici e ai responsabili della sicurezza. Uno stadio nuovo di zecca? Servono anni di lavori e montagne di soldi: di sicuro non è un progetto fattibile da qui all’inizio del prossimo campionato». Tutto insomma sembra giocare a favore della soluzione “Braglia”, anche se, ovviamente, l’ultima parola non è ancora stata scritta.
Fosse per i tifosi biancorossi, però, di giocare a Modena non se ne parlerebbe nemmeno. Gli ultras infatti non hanno dubbi: «Vivere lo stadio... il Carpi solo a Carpi: aggregazione e senso d’appartenenza». È il titolo di un volantino diffuso dagli ultras su Facebook e nel quale si argomenta l’importanza di far giocare i biancorossi al Cabassi. In sostanza il volantino si sviluppa su una decina di domande rivolte alla giunta Ballelli e ai dirigenti del Carpi Calcio. Tutto con l’obbiettivo di esercitare pressioni su chi, forse, potrebbe trovare il modo di sistemare lo stadio locale al fine di disputare il campionato di serie A in città. I tifosi, ad esempio, si chiedono: è così assurdo spendere parte dei contributi di Lega e Sky (circa 19 milioni), per sistemare il Cabassi? Oppure: è vero che esiste una legge che consentirebbe al Carpi di giocare al Cabassi con soli 10mila posti?
Antonio Caliendo, presidente del Modena, ieri pomeriggio nell’ambito di una conferenza stampa dai toni piuttosto vivaci ha chiarito la posizione del club canarino sulla querelle Braglia e sull’eventualità che il Carpi, nella prossima stagione, utilizzi l’impianto geminiano per l’ormai prossima serie A.
«A Carpi sono furbi – attacca Caliendo – e pensano di poter rivolgersi al Comune di Modena senza passare da noi: se continuano su questa strada l’anno prossimo possono giocare nel loro giardino di casa o dove preferiscono, ma non qui. Il Modena paga un mutuo salato sullo stadio, a differenza del Carpi che non ha spese di questo genere, e ne ha la gestione, dunque Bonacini dovrà rivolgersi a noi se vuole essere ospitato al Braglia. Io so benissimo che loro vogliono venire qui, ma non credano di giocare una volta ogni due settimane, pagare un semplice obolo e cavarsela così. Ho già chiesto al mio vicepresidente (Forcina, ndr) di fare un resoconto di tutte le spese relative al Braglia nell’ultimo anno: se il Carpi vorrà giocare a Modena nella prossima stagione dovrà sobbarcarsi esattamente la metà di quel totale, non un euro di più non un euro di meno. Siamo una società gentile, ma non di fessi; e Bonacini è una bravissima persona, ci vediamo spesso in Lega, lo stimo, ma quando si parla di soldi cambia atteggiamento».<TB><TB><TB><TB>(gib)
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