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Don Remo in bici a Santiago de Compostela

Don Remo in bici a Santiago de Compostela

Il parroco di Piumazzo parte domenica. Tra i pellegrinaggi sui pedali anche Lourdes e Medjugorie

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CASTELFRANCO. Mille chilometri percorsi in sella ad una mountain bike per assaporare, chilometro dopo chilometro, il gusto di un pellegrinaggio sia religioso, sia dentro se stessi. È l’avventura di don Remo Resca, 62 anni, parroco di Piumazzo dal 2005, divenuto celebre in paese per i lunghi tragitti percorsi a piedi o in bicicletta fino a Santiago de Compostela. Don Remo partirà domenica per scrivere un nuovo capitolo di questi pellegrinaggi su due ruote e ha già impacchettato la mountain bike che dovrà montare per il viaggio verso Santiago. Come un vero globetrotter.

Don Remo, da quanto tempo raggiunge Santiago de Compostela, in Spagna tramite questo pellegrinaggio?

«È dal 2008 che percorro questo cammino, qualche volta a piedi, qualche volta in sella alla due ruote. Quest’anno ho deciso di affrontare il percorso in bicicletta per mancanza di tempo: basti pensare che, a piedi, normalmente ci si impiega 45 giorni per coprire tutto il tragitto. Ho previsto che serviranno due settimane».

Qual è precisamente l’itinerario e qual è stata la scintilla che ha fatto scaturire l’idea di raggiungere in bici o a piedi la meta?

«Il percorso parte da Siviglia e si snoda per quattro regioni: Andalusia, Estremadura, Castiglia e infine Galizia, dove si trova Santiago di Compostela. È la cosiddetta via della Plata. Tra querce, tori che con la loro placidità sembrano vegliare sui pellegrini e case di pietra. L’idea è nata dopo il mio trasferimento a Piumazzo, dove la parrocchia è intitolata a San Giacomo. Con un gruppetto di fedeli si parlava di quanto sarebbe stato bello fare un pellegrinaggio verso Santiago di Compostela. Così: detto, fatto. Questo è l’ottavo pellegrinaggio. Ho ricevuto un incoraggiamento speciale quando ho iniziato queste avventure. Al cardinale Carlo Caffarra confidai che ero molto desideroso di fare questa esperienza. Lui mi diede la sua benedizione e per me fu fondamentale».

Che cosa si prova nell’arrivare a Santiago dopo mille chilometri in mountain bike?

«Mi basta dire che la prima volta ho pianto tre giorni dietro fila dalla gioia. Credo che sia la stessa felicità che si prova ad entrare in paradiso. Ci si accorge ancor di più della bellezza della meta che si è conquistati. Grazie al viaggio per arrivarci, alla sua lentezza, la fatica che richiede, le sorprese e la felicità lungo il tragitto. Semplice, umana, vera. Il cammino ti riconcilia con tutta la vita attraverso una preghiera fatta con i piedi e con i pedali. Per questo ogni anno migliaia di persone partono, da soli o in gruppo, e tutti tornano a casa pieni di salute e perenne allegria».

Serena Arbizzi

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