Gazzetta di Modena

Modena

operazione dei cc

«Questi atleti sono esposti a rischi letali»

di Giovanni Balugani
«Questi atleti sono esposti a rischi letali»

Il medico sportivo Gustavo Savino: «Alle spalle purtroppo c’è sempre la connivenza da parte di dottori compiacenti»

3 MINUTI DI LETTURA





Da decenni l’antidoping si adopera con fermezza nella lotta al doping nel mondo sportivo su tutti i livelli, sia che si parli di professionisti o di amatori.

Una lotta portata avanti da medici come Gustavo Savino del Centro Regionale Antidoping dell’Emilia Romagna, che quotidianamente si adopera per combattere l’utilizzo di farmaci vietati nel mondo dello sport, termine inteso nella sua totalità. Ed è proprio nell’ambito dello sport amatoriale che si sono mossi i carabinieri con l’operazione “Ti piace vincere facile”: «La notizia di un campione dopato fa sempre scalpore – spiega Savino - ma non dimentichiamo anche il resto degli sportivi, un mondo ampio e fatto di persone che con i loro comportamenti si espongono anche a rischi letali».

Savino, quali sono i pericoli per la salute a breve e a lungo termine nell’utilizzo delle sostanze sequestrate?

«Sono lieto che sia questa la prima domanda, perché a volte ci si scorda che quando si affronta il tema del doping si parla in primis di rischi per la salute delle persone, oltre che di un comportamento illegale e sleale. Dobbiamo comprendere che l’assunzione delle sostanze sequestrate (steroidi, anabolizzanti, androgeni, gonatropine, Epoietine, ndr) da parte di soggetti sani è di per sé pericoloso: anche il solo presentarsi degli effetti collaterali è un rischio. Prendiamo ad esempio gli anabolizzanti: a breve termine negli uomini può comparire l’impotenza, a lungo tumori al fegato e alla prostata ed è la riprova di come alcune sostanze dopanti mettano in pericolo la vita stessa. Mi viene in mente, ad esempio, il racconto di un ciclista professionista, che durante i periodi di assunzione di Epo doveva essere svegliato nel cuore della notte per evitare che il sangue si addensasse troppo, provocando l’arresto cardiaco: veniva messo sui rulli per riportare il sangue ad un livello accettabile. Ciò significa convivere con il rischio della morte».

Quello era un doping “studiato” a tavolino da medici compiacenti, nel mondo amatoriale come ci si dopa?

«L’assurdità è che, mentre i professionisti sono perlomeno seguiti da medici, comunque colpevoli, gli amatori spesso si affidano ad internet o al sentito dire, ed è inutile dire quanto i rischi si moltiplichino. La rete è zeppa di blog o presunte guide su come utilizzare sostanze dopanti di ogni genere e spesso si tratta di fonti prive di alcuna base scientifica. In Italia, ma soprattutto negli Stati Uniti, le morti per anabolizzanti sono all’ordine del giorno, anche se nella maggior parte dei casi questi decessi passano del tutto inosservati».

Perché sostanze virtualmente irraggiungibili dall’uomo della strada senza una ricetta medica finiscono sul mercato nero?

«Alle spalle del doping c’è sempre la connivenza da parte di qualcuno che ha accesso ai farmaci e alle sostanze dopanti. Che sia un medico o un ricercatore. Ed è questo il motivo per cui l’antidoping è da sempre impegnato in una rincorsa nei confronti del doping: succede che ricercatori compiacenti nel corso dei loro studi si trovino in mano molecole dal potere dopante, molecole nuove e sconosciute che di colpo finiscono nel mondo del doping e a cui noi dobbiamo fare fronte in tempi rapidi».

I fondi a vostra disposizione sono sufficienti?

«Rispetto alla media nazionale mi ritengo fortunato. In Emilia Romagna c’è una profonda attenzione al problema del doping e i fondi a nostra disposizione ci consentono di entrare in contatto diretto soprattutto con i ragazzi attraverso le scuole e le società sportive, dove svolgiamo seminari volti alla prevenzione. C’è poi l’aspetto clinico, ovvero insegnare ai medici di base a riconoscere valori del sangue sospetti. E’ una battaglia che va combattuta su più fronti, ma la prevenzione resta l’arma migliore».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google