«Truffava la Provincia Processate Sighinolfi»
La Procura chiede il rinvio a giudizio dell’ex vicepresidente consiliare del Pdl Diceva di abitare nel Cremonese e si è fatto rimborsare 17mila euro di tragitti
Non c’è pace in Provincia per le passate richieste di rimborso sottoposte ad accertamenti nel periodo di giunta 2009-13. Dopo il caso di Alberto Caldana, l’ex assessore provinciale ora a processo per peculato, questa volta - quasi per una sorta di casuale par condicio- è stato chiesto il rinvio a giudizio di Mauro Sighinolfi, 66 anni, ex vicepresidente del consiglio provinciale ed esponente di spicco del Pdl (in passato era di An). Il politico è accusato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Il capo di imputazione arrivato dalla Procura al termine delle indagini e degli accertamenti contabili si riferisce ai rimborsi chiesti e ottenuti da Sighinolfi per quel periodo di legislatura che gli hanno permesso di incassare 17mila euro in rimborsi chilometrici.
Si trattava di una somma anomala già emersa all’inizio delle indagini puramente conoscitive avviate dopo il caso dei rimborsi in Regione e che ora, secondo la Procura, ha trovato riscontri. Sighinolfi, difeso dall’avvocato Massimo Simonini, comparirà in udienza preliminare il 14 maggio.
In sostanza, secondo la pubblica accusa, il politico di centrodestra (da sempre all’opposizione in consiglio provinciale) avrebbe chiesto di farsi rimborsare un tragitto anomalo per ogni seduta di tutto il periodo preso in esame contabile dagli investigatori: Sighinolfi chiedeva il rimborso per il trasporto con la sua auto da Torre De’ Picenardi, ridente centro della provincia cremonese, fino a viale Martiri di Modena, sede della Provincia. Ogni volta, 220 chilometri tra andata e ritorno. Questo perché Sighinolfi aveva dichiarato di abitare in quel Comune della bassa lombarda. Gli accertamenti svolti hanno invece chiarito che abitava a Modena e che, stando alle celle telefoniche controllate nelle ore in cui doveva spostarsi per tornare a quella lontana dimora, non risultava diretto lassù.
Di qui l’ipotesi della truffa per ottenere soldi pubblici.
La vicenda segue, come detto, un caso apparentemente simile: il rimborso chilometrico per gli spostamenti fatti dall’ex assessore Caldana. In quel caso però a Caldana veniva contestato l’uso indebito di una carta carburante Il processo è ancora in corso.
Sighinolfi rientra solo marginalmente e per ora senza accuse anche nell’indagine dei rimborsi in Regione: risulta tra i collaboratori assunti da Enrico Aimi (Pdl) in veste di vicepresidente dell’Assemblea regionale e sui cui incarichi e compensi sono in corso indagini.
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