Gazzetta di Modena

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«Hera, il controllo resta pubblico»

Muzzarelli: «Anche scendendo al 48% la società sarà al sicuro dalle scalate»

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«Il nuovo Patto continuerà a garantire il controllo pubblico di Hera e, grazie alle modifiche allo statuto, lo potremo fare anche scendendo sotto alla quota simbolica del 50 per cento senza esporre la società al rischio di ‘scalate’, possibili invece in assenza del Patto E la presenza di Modena rimarrà forte».

Lo ha affermato il sindaco Gian Carlo Muzzarelli illustrando alla commissione consiliare Risorse la delibera con la quale si prevedono le modifiche allo statuto, si definiscono i contenuti del nuovo Patto triennale e si stabilisce che, con lo scioglimento di Hsst, gli enti locali modenesi rimarranno uniti nelle scelte strategiche grazie a un Contratto di sindacato. In aula presenti i sindacati e il comitato per l’acqua pubblica fortemente preoccupati per il calo della presenza delle quote municipali nella multiutility.

«Una sorta di Patto nel Patto – ha spiegato il sindaco – con il quale stabiliremo insieme anche le strategie per le eventuali vendite di azioni non sottoposte al blocco. Una vendita utile a sostenere gli investimenti anche perché la legge finanziaria esclude quelle risorse dai vincoli del patto di stabilità. Per Modena però l’impegno è mantenere una presenza forte in Hera e il Comune – ha annunciato Muzzarelli – non ha intenzione di vendere un numero di azioni superiore a quello che si sblocca della prima fase, cioè circa 11 milioni di azioni se aderiscono al Contratto di sindacato tutti i Comuni che oggi fanno parte di Hsst». Il sindaco ha sottolineato, inoltre, come «anche volendo mantenere la quota del 51 per cento, oggi, dopo che alcuni Comuni sono usciti dal Patto generale, non ci sarebbero più le azioni sufficienti da vincolare, quindi meglio una scelta di responsabilità che garantisce l’equilibrio di bilancio e tiene conto anche degli investimenti per 118 milioni (23 dei quali già nel 2015) che Hera ha in programma nel nostro territorio creando lavoro anche per oltre 300 aziende».

Tra le altre cose la delibera prevede di mantenere il legame tra i Comuni per contribuire a garantire il controllo pubblico della multiutility, nell’ambito del nuovo Patto che verrà sottoscritto per il triennio luglio 2015 e giugno 2018. Si tratta della conferma di un sindacato di blocco che, grazie all’introduzione del voto maggiorato, consentirà di mantenere il controllo pubblico della società anche permettendo ai Comuni di ridurre la loro quota di azioni “bloccate” che potrà scendere complessivamente, e in maniera progressiva nel triennio, fino al 38,5 per cento, corrispondenti a 572 milioni 886 mila e 930 azioni.

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