Sequestrato l’elenco dei beneficiati da Cpl nell’hotel di Ischia
Ci sono noti imprenditori e parenti stretti venuti dalla Bassa Testimone svela i motivi della convenzione da 320mila euro
Imprenditori molto conosciuti nella Bassa, parenti stretti degli indagati con i famigliari, dirigenti dell’azienda che facevano intestare anche le “fatturine” delle bevande a Cpl Concordia e a Coopgas. Poi ovviamente l’ex ministro Giulio Tremonti. Tutti al mare, tutti ospiti nelle stanze dell’Hotel Le Querce, a Ischia.
Un elenco lungo, che comprende oltre ai vari Simone, Verrini e Casari anche l’attuale presidente Mario Guarnieri, e che pure non è bastato se non in minima parte a coprire i costi della superconvenzione stipulata tra Roberto Casari e la famiglia di Giusi Ferrandino, il sindaco dimissionario di Ischia, il fratello dell’avvocato Massimo - nominato consulente di Cpl - che a sua volta consigliò al resto della famiglia di accettare perchè «conveniente» la famosa convenzione con l’Hotel.
Centosessantamila euro all’anno, per una convenzione avviata nel 2013 e rinnovata nel 2014, per disporre di una delle sette stanze “bloccate” da Cpl, anche se in albergo hanno poi ammesso che - quando non c’era gente di Cpl - al bisogno ci mettevano altri clienti. Una mega cifra, che infatti nonostante amici e parenti Cpl riuscirà a coprire solo in minima parte. Circostanza che ha convinto da subito i magistrati che dietro quella convenzione si nascondesse una tangente occulta a favore della famiglia, visto che i famigliari del sindaco a sua volta arrestato ci hanno tenuto a dire che Giosi non gestisce e non è socio dell’albergo.
Una convenzione - quella siglata il 23 ottobre del 2013 - che escludeva la tassa di soggiorno, le bevande, il supplemento “vista mare”. Ecco perchè i carabinieri durante la perquisizione durata un giorno intero in albergo hanno sequestrato anche decine di fatture dall’importo minimale, spesso fatte intestare dagli ospiti, anche quelle, alle società del gruppo.
A dare una spiegazione di quella convenzione, interrogato dai carabinieri, è un socio e rappresentante della Coop Cpl in Campania.
«Massimo Ferrandino - dice il socio della Cpl - credo che lo abbia scelto il presidente Casari a seguito della sua conoscenza con il fratello di questi, Giusi Ferrandino, verosimilmente avvenuta nell’albergo di loro proprietà. Per ciò che riguarda invece l’albergo, ritengo che Casari lo abbia scelto per lo stesso motivo per cui ha scelto Massimo Ferrandino, ovvero grazie al sindaco».
Nel suo esame, l’ingegner Lucio Lancia - uno dei testimoni chiave dell’inchiesta - riferisce a sua volta ai carabinieri di avere sconsigliato Casari e Ferrandino dalla stipula di quella convenzione.
I carabinieri hanno anche interrogato la direttrce dell’albergo, Anna Ferrandino, sorella del sindaco Giosi e del consulente di Cpl, Massimo
«Ricordo che Casari si presentò nel nostro albergo e chiese di parlare con qualcuno della direzione, si è presentato come presidente di Cpl Concordia e mi disse che gli avevano parlato molto bene della nostra struttura...», ha detto Anna ai carabinieri, perplessi.
«Sono a conoscenza di un rapporto lavorativo tra mio fratello Massimo e Cpl, ma quando venne per la prima volta qui da noi non credo che fosse iniziato», ha aggiunto
Nell’esame della testimone, i carabinieri hanno anche appreso come avvenivano le prenotazioni di questo flusso di ospiti, tutte veicolate da un dipendente di Cpl, che lavora presso l’albergo di San Possidonio della stessa coop: «Ci tenne a specificare - ha detto Anna - che le prenotazioni le avremmo dovute acettare solo da lui».
Infine Anna Ferrandino ha voluto precisare che se il conto della stanza di Tremonti è stato a carico di Cpl, quando ci è andato D’Alema «si è trattato di una degustazione di vini dell’azienda vinicola della moglie... abbiamo messo a disposizione una sala per l’evento e D’Alema e la moglie sono stati miei ospiti».
Alberto Setti
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