Gazzetta di Modena

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Sorbara, ladri di ipad e pc alle elementari

di Felicia Buonomo
Sorbara, ladri di ipad e pc alle elementari

Secondo furto in dieci giorni. Bottino da 18mila euro. Il paese si ribella: «Dove sono le forze dell’ordine promesse?»

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BOMPORTO. «Sono tornati per concludere il lavoro lasciato in sospeso». «Ora basta. Bomporto sta diventando terra di nessuno». C’è rabbia e rammarico nelle parole dei cittadini di Bomporto. Il secondo furto, a distanza di soli dieci giorni, nelle elementari di Sorbara, è solo l’ennesimo episodio e la misura è ormai colma.

Una vera rivolta quella dei cittadini, che già dal mattino hanno affollato i social network con critiche al sindaco Alberto Borghi. «Dove sono le tanto attese forze dell’ordine?». Gli abitanti di Bomporto reclamano che alle promesse seguano i fatti. Perché il primo cittadino ha prontamente risposto alle critiche sul social network, garantendo maggiori controlli e risorse - anche a costo di tagliare altrove - per la sicurezza, «ma i fatti vanno a rilento», dice qualcuno.

E intanto i ladri agiscono indisturbati. Ancora una volta nelle elementari di Sorbara, portando via un bottino il cui valore si aggira intorno ai 18mila euro. Si tratta di quindici ipad, altri 15 netbook, il kit della classe 2.0, donato da Coop Estense nell’ambito delle iniziative a favore delle scuole terremotate della Bassa Modenese. Insieme al kit, nelle mani dei malviventi anche cinque pc dell’aula informatica. L’amara sorpresa nel giorno di riapertura della scuola dopo le ferie pasquali, ieri mattina, alle 7.30, quando il personale ha aperto la scuola e si è accorto che la porta della sala mensa che dà sul cortile era aperta.

Subito la mente è tornata a dieci giorni fa, quando i ladri si sono introdotti nella scuola portando via soldi e nove personal computer. E giunti nelle classi più “tecnologiche” la triste conferma: il carrello blindato dove erano contenuti gli ipad e i netbook era stato divelto, persino trasportato nella classe accanto, quella più vicina alla porta che dà sulla scala antincendio. «Forse la volta scorsa – afferma il preside Paolo Pergreffi – hanno preso le misure, per tornare a concludere il lavoro». «Se ne vanno via quindici anni di iniziative – aggiunge Stefania Bitassi, vice coordinatrice del plesso scolastico – di feste, mercatini fatti per comprare il materiale tecnologico».

I ladri non hanno dato nemmeno il tempo di installare un allarme antifurto, per cui erano stati effettuati dei sopralluoghi . Perché un allarme non è sempre alla portata di tutti, evidentemente nemmeno alla portata dell’amministrazione, che ancora non era riuscita ad installarlo nella scuola. Lo fanno presente al sindaco anche i cittadini «attivare sistemi di protezione non è alla portata di tutti con questa crisi economica». Quello che si chiede è altro: sono le pattuglie, perché «siamo stanchi, stufi, arrabbiati».

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