Gazzetta di Modena

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Sp 21 pronta nel weekend

di Daniele Montanari
Sp 21 pronta nel weekend

Prignano. Dopo che è sprofondata di sei metri i lavori procedono a ritmo serrato

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PRIGNANO. Approfittando del bel tempo, fervono i lavori sulla frana che nella notte tra il 26 e il 27 marzo ha visto un crollo impressionante sulla provinciale 21 all'altezza del depuratore: la strada è sprofondata di sei metri, su entrambe le corsie, bloccando il transito su un'arteria trafficatissima che conduce al Secchia e all'area delle ceramiche. I drenaggi effettuati la settimana scorsa hanno raggiunto l'effetto sperato: l'acqua ora confluisce sul versante e non impregna più la terra al punto da provocare cedimenti. La situazione si è assestata, e i tecnici della Provincia stanno portando avanti insieme alla ditta Canovi di Lama Mocogno un complesso intervento di ripristino in tempi strettissimi. «I drenaggi profondi hanno captato parecchie acque disperse, canalizzandole in una condotta poi confluita in un fossato», spiega sul posto il geometra Lorenzo Lorenzi del Servizio geologico Lavori pubblici della Provincia. «Stiamo ricostruendo la scarpata attraverso un sistema di terre armate con geogriglie, in modo da rinforzare il versante che sostiene la strada». Vengono stese cioè delle grandi reti di plastica poi coperte di terra per tenere stretto tutto: è un sistema molto utilizzato oggi per la realizzazione di rilevati con pendenze anche molto forti, che garantisce affidabilità, compatibilità ambientale e risparmio sui costi, perché si può utilizzare il materiale già presente in sito. Quindi si riempirà tutto portando la strada al livello precedente. Il cantiere procede veloce, e c'è ottimismo sulla chiusura: «Se il tempo rimane stabile e ci consente di lavorare – precisa Lorenzi – dovremmo riaprire entro la fine della settimana». Ancora pochi giorni di passione dunque per i prignanesi che vanno a lavorare sulla fondovalle e gli studenti di Saltino e Morano, che per arrivare alle scuole del capoluogo oggi devono fare il giro per Casa Matteazzi, la strada comunale dove è stata deviata la Coppi e Bartali. Intanto, prosegue il pellegrinaggio di residenti alla voragine e si apprende da una memoria storica di una sorta di credenza popolare sul luogo: «Una volta questo punto era chiamato 'piana del gatto' – spiega Nando Fantini – perché di notte c'era sempre un gatto nero che miagolava. La gente pensava che ci fosse uno spirito che rendesse questo luogo sfortunato, ma allora bastava poco a far nascere una credenza...».

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