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Verrini sotto torchio per sei ore E Casari oggi chiederà la libertà

Verrini sotto torchio per sei ore E Casari oggi chiederà la libertà

L’interrogatorio fiume a Poggioreale del manager 43enne che ora collabora con i magistrati Intanto l’ex presidente della cooperativa inoltra al Tribunale del riesame l’istanza per tornare a casa DOSSIER TUTTO SUL CASO CPL

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CONCORDIA. Quasi sei ore di interrogatorio nel carcere di Poggioreale, a Napoli, incalzato dalle pressanti domande dei pubblici ministeri Giuseppina Loreto, Celestina Carrano e Henry John Woodkock. Ma Massimo Verrini, 43 anni, dirigente della Cpl, questa volta non si è sottratto alle domande e ha deciso di collaborare, cercando di raccontare la sua verità, ammettendo dove non poteva fare altrimenti ma cercando di spiegare la sua buona fede. Si è consumato così, martedì fino in tarda serata, uno dei passaggi fondamentali della seconda fase dell’inchiesta su Cpl. I magistrati cercavano conferme alla confessione di Francesco Simone, il manager che l’altro giorno, durante il suo interrogatorio, ha svelato il cosiddetto sistema-Cpl, innescando immediatamente le perquisizioni a Procida e l’allargamento dell’inchiesta a nuovi indagati e a nuove acquisizioni di documenti su decine di appalti.

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Verrini, che è nativo di Carpi e vive con moglie e figli a Concordia, era già stato interrogato a fine 2014, quando i carabinieri del reparto operativo Tutela per l’ambiente del capitano Gianpaolo Scafarto erano stati a Concordia, per sequestrare atti e comunicazioni. Allora Verrini, nel frattempo trasferito dalla responsabilità della divisione Campania a quella del Triveneto, aveva escluso ogni forma di reato e agli amici che gli chievano era solito raccontare: «Tangenti? Ma per favore, ho appena finito di pagare faticosamente il mutuo di un appartamento, altro che tangenti...».

Dopo l'arresto eseguito all’alba del 30 marzo a Concordia, si era avvalso della facoltà di non rispondere, nel corso dell'interrogatorio di garanzia davanti al gip Amelia Primavera, il magistrato che ha emesso l'ordinanza di custodia contestandogli i reati di associazione per delinquere, concorso in corruzione e turbativa d'asta. Martedì poi è arrivata la decisione di offrire nuovi chiarimenti ai magistrati: il dirigente ha parlato a lungo degli intrecci tra affari, politica e pubblica amministrazione. Ora le sue dichiarazioni sono al vaglio del pool di sostituti coordinato dal dottor Alfonso D'Avino. L’altra sera a Poggioreale Verrini era assistito dagli avvocati Massimo Iasonni e dal figlio Michele Iasonni. All’esame hanno presenziato anche forze della polizia penitenziaria. Sui dettagli tuttavia all’uscita l’avvocato Massimo Iasonni ha voluto evitare anticipazioni: «Posso confermare che il mio assistito ha risposto con grande serenità alle domande, ma trattandosi di una vicenda dai profili molto rilevanti e molto delicati, in questa fase riteniamo non andare oltre», ha detto, sperando con la nuova strategia di farlo presto scarcerare. Al contrattacco passano anche i difensori dell’ex presidente di Cpl, Roberto Casari: «Faremo il Riesame, che scade domani. Per il resto aspettiamo». A parlare così, ieri, è stato il legale Massimo Vellani, a margine dell’udienza preliminare per l'esplosione della scuola di Piano D’Accio e che vede Casari imputato per disastro colposo.

A proposito di riesame, lunedì si svolgerà l'udienza davanti al Tribunale del Riesame per Francesco Simone, l’ex manager considerato personaggio centrale dell’inchiesa, e per Maurizio Rinaldi, concordiese, presidente del consiglio di amministrazione della Cpl Distribuzione, ex braccio destro di Casari, ex presidente del Modena.

Alberto Setti

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