Bonaccini: «Chi ha sbagliato deve pagare»
Nel Pd si incrina il fronte di chi non vuol restituire i soldi avuti dall’azienda per le campagne elettorali
«Se qualche cooperatore e qualche Cooperativa non ha rispettato le regole è giusto che paghi e paghi duramente. Esattamente come tutti quegli imprenditori e quei politici che provano ad aggirare le regole».
Stefano Bonaccini, presidente della Regione, prova a sistemare così le disavventure giudiziarie che hanno sconvolto il mondo cooperativo.
Interpellato ieri mattina nel salotto tv di Agorà, su Raitre, bonaccini ha “assolto” - scrivono le agenzie - il grosso della cooperazione.
«Per fortuna il mondo cooperativo in quanto tale è fatto di migliaia di coop fatte di persone perbene e capaci», ha detto. Ad incalzare Bonaccini sulle Coop c'era soprattutto la berlusconiana Daniela Santanchè, specializzata in questo tipo di dibattiti: «Il vero schifo- ha detto tra l'altro - è che non si capisce perchè debbano finanziare la politica. Siccome l'Emilia-Romagna è la patria delle coop sarebbe interessante che Bonaccini ci spiegasse questi meccanismi».
Ma il presidente della regione ha difeso il “sistema”: «Si parla solo delle cooperative come se in questo paese non ci fossero stati in questi anni inchieste e scandali». Però ha rilevato anche che il mondo cooperativo deve essere il primo a porsi il problema di ciò che è avvenuto: «C'è bisogno che una riflessione la faccia».
«Se si tolgono i finanziamenti pubblici per far politica, succede poi che in via informale ci si rivolge al sistema privato e poi quando sei l sei in conflitto di interessi. Quindi o si fa una legislazione che regola in un modo o nell'altro, o evidente che queste operazioni portano a delle storture». Questo invece ha detto il segretario della Cgil Emilia-Romagna, Vincenzo Colla, commentando le polemiche riguardo la trasparenza alla luce dei contributi elettorali ricevuti da alcuni politici del Pd nelle campagne elettorali da parte della Cpl Concordia: «Lascio a loro la decisione» se restituire o meno i contributi, ha detto Colla, ma «il problema come li prendono i soldi non se li restituiscono. Va messo a posto quel sistema che non regge assolutamente».
Ma a far riflettere in casa Pd ci pensa il presidente del Pd di Bologna Piergiorgio Licciardello: «Si può legittimamente e correttamente essere convinti di aver agito nel pieno rispetto delle leggi. Si deve, però rispettare chi ritenga, pur in questa consapevolezza, di voler restituire contributi avuti da una realtà in questo momento sotto inchiesta».
Il riferimento è al sindaco anticemento di San Lazzaro, Isabella Conti, che vuol restituire i 2000 euro ricevuti, mentre i colleghi Pd di NBologna, Modena e Finale non ci pensano neppure, per le cifre più rileanti; «Di certo - aggiunge il numero uno della direzione Pd - questa vicenda apre una necessità di riflessione sulle fonti e sulla modalità di finanziamento privato all'attività politica. Sicuramente c'è un tema di trasparenza... Molto meglio arrivare ad un meccanismo in cui l'eventuale finanziamento transiti attraverso la mediazione del partito, valutandone l'opportunità con i piedi di piombo».
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