«Capanno, la demolizione fu chiesta dal Comune»
Giardini ducali. La Soprintendenza precisa: dato solo l’ok all’amministrazione Intanto cresce la mobilitazione in città per salvare lo spazio degli animali SONDAGGIO: Tu che faresti?
Sull'abbattimento del vecchio capanno-pollaio posto a fianco del laghetto dei Giardini pubblici, voluto dal Comune nel progetto di riqualificazione approvato dalla Soprintendenza, si aprono vari fronti. Fino a ieri mattina la struttura rifugio per galline e papere del parco, forse anche giaciglio per qualche sbandato, era in piedi. Ma avrebbe le ore contate. Nonostante l'associazione "Amici del giardino estense" sia assolutamente contraria all'abbattimento della piccola struttura costruita circa 70 anni fa il Comune pare intenzionato ad andare avanti.
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Come spiegato ieri: «Lo smantellamento dell'area un tempo adibita a ospitare animali da cortile, come pavoni, papere e cigni che oggi accoglie esclusivamente dieci galline e una papera, avviene su prescrizione della Soprintendenza dell'Emilia Romagna valutando il progetto di riqualificazione del Giardino ducale estense e di manutenzione ordinaria della Palazzina presentato dal Comune».
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E qui si apre un piccolo giallo. In Soprintendenza a Bologna, in via informale almeno, non ci stanno a passare per quelli che hanno deciso l'abbattimento, come si evince dalla nota dell’amministrazione. All’ufficio di tutela spiegano che, com'è prassi per tanti progetti, si tengono incontri e sopralluoghi informali con il committente (il Comune in questo caso) che spiega per sommi termini cosa fare in una data area tutelata.
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E' accaduta questo anche ai giardini dove, il 4 febbraio scorso, tecnici comunali e della soprintendenza hanno valutato i lavori da farsi per rendere i giardini più belli in vista dell'Expo. Ma attenzione, erano appunto solo incontri informali. Successivamente il Comune ha dovuto presentare in Soprintendenza il piano ufficiale di riqualificazione in cui si chiede appunto di abbattere anche la piccola struttura.
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La Soprintendenza, che aveva dato un via libera informale, a questo punto l'ha dato anche ufficialmente. Questa è la prassi amministrativa che intercorre tra un ente locale e l'ufficio di tutela. Altro fronte aperto è quello dei contrari all'abbattimento del capanno (sul web si è anche aperta una petizione) che appare anche in tante foto storiche conservate in numerosi archivi privati e anche nelle raccolte fotografiche Giuseppe Panini.
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Le foto del capanno - fino a pochi anni fa inserito in un piccolo bosco - sono anche finite in una piccola mostra curata dall'associazione Amici del giardino Estense e da Fausto Ferri della Galleria civica. «Ho scritto al sindaco - spiega la presidente dell'associazione Amici dei giardini, Silvia Soragni - e gli ho detto che abbattere il capanno è un po' come togliere la preda ringadora da piazza Grande, fatte ovviamente del debite proporzioni. Voglio dire che quel luogo, purtroppo molto modificato nel corso del tempo, andrebbe restaurato perché tanti sono abituati a vederlo lì, mentre il Comune non lo ha mai salvato dal degrado. Mi dispiace perché da anni ai giardini collaboravamo con il Comune: nel 2001, ad esempio, abbiamo fatto rifare con fondi privati l'area giochi nei pressi e da lì partì la collaborazione con gli assessorati alla cultura, all'ambiente e al centro storico. Fino al 2008 il giardino era splendente poi è iniziato un lungo degrado: nessuna collaborazione e nessuna tutela. Quella del capanno era una piccola parte esotica del parco, con le gabbie dei leoni e dei volatili. Tolgono i cigni, ma ci sono in tutti i parchi del mondo e i visitatori gli danno da mangiare. Tanti residenti sono scandalizzati da questo modo di fare».
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