«Ero in tribunale mentre sparava»
L’avvocato Ricco aveva appena concluso un’udienza: «Ci hanno fermato i carabinieri urlandoci di metterci al sicuro»
Doveva essere una normale giornata di lavoro in trasferta, in un tribunale lontano da quello frequentato abitualmente. Ma comunque un tribunale. E invece il giovedì dell’avvocato modenese Roberto Ricco si è tramutato nel far-west del tribunale di Milano dove hanno perso la vita tre persone ad opera di Claudio Giardiello (tutti i servizi in Nazionale).
«Stavo scendendo le scale dal sesto piano, dove avevo appena concluso un’udienza con il mio assistito. Ci hanno fermato al terzo degli uomini in borghese armati che, spiegandoci l’accaduto, ci hanno detto di tornare indietro e chiuderci a chiave nelle stanze messe a disposizione da giudici e cancellieri. Stentavamo a crederci, poi abbiamo capito che non era un pesce d’aprile in ritardo...».
Paura tanta e anche preoccupazione per chi stava fuori: «Siamo subito risaliti e al quinto un piano un giudice ci ha ospitato nella sua stanza: eravamo una decina, nessuno si conosceva, eravamo tutti attaccati ai cellulari per capire da internet cosa stava succedendo e per dare rassicurazioni a casa. Le linee non andavano, così ho scritto un post su Facebook per scrivere che stavo bene...». Le prime notizie, infatti, parlavano di una sparatoria durante un processo per bancarotta e anche quello di Ricco era per bancarotta: «Dal mio studio sapevamo bene cosa ero lì a fare, provavano a contattarmi ma non riuscivano. Poi le notizie sono cominciate a diventare ufficiali e si è fatta chiarezza. Siamo usciti dall’ufficio solo quando il giudice ha avuto rassicurazioni sul fatto che l’uomo era stato arrestato».
Un’ora di ordinaria follia, e torna di attualità la sicurezza nei tribunali: «Il tribunale di Milano è immenso: io sono passato mostrando il tesserino dall’ingresso degli avvocati, mentre il mio assistito ha fatto la fila al metal detector. A me è bastato mostrare un tesserino ad un agente di un istituto privato di vigilanza. Ecco, se devo dire - continua Ricco - Modena non si può paragonare in termini di dimensioni, ma i controlli sono molto più efficaci. I militari presidiano ogni ingresso e non lasciano nulla al caso, per gli utenti c’è parecchia fila da fare ma è comunque necessaria. Ci vorrebbero sistemi uguali in tutta Italia: un tesserino uguale per tutti vidimato dal Ministero per gli avvocati e dei tornelli come in banca per gli ingressi. Ma è solo un’idea al termine di una giornata un po’ movimentata che comunque serve a far riflettere». (d.b.)
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