«Grandi coop, i soci emarginati»
Gibertoni replica a Lusetti: «La Lega ha il dovere di impedire le degenerazioni»
La polemica sul ruolo etico e morale delle cooperative e sulla degenerazione che lasciano intravedere le recenti vicende non si plata. Giulia Gibertoni (consigliere regionale del M5S) replica al presidente nazionale di Legacoop Lusett.
«Due cose colpiscono dell’intervento del presidente nazionale di Legacoop Lusetti», dice la Gibertoni.
«Anzitutto la pervicace negazione della “mutazione genetica” avvenuta nel mondo delle grandi aziende cooperative: quelle che contano migliaia di soci e milioni di euro di fatturato. Siamo per una volta d’accordo con lui, infatti non di “mutazione genetica” si tratta, bensì di una ben più grave “degenerazione” che ha portato al potere, come già scriveva nel 2010 l’ex dirigente coop Mario Frau nel suo libro “La Coop non sei tu”, “una casta autoreferenziale di intoccabili, senza adeguati controlli democratici da parte dei soci, i quali sono stati emarginati ed esclusi da qualsiasi processo decisionale”. Rimane da aggiungere che oggi, complice la grave crisi che avvolge l’intero paese, i soci spesso perdono pure il lavoro che sino a qualche anno fa pareva relativamente sicuro».
Gibertoni poi parla di un’ «affermazione di Lusetti, invero infelice, secondo la quale: “Se la magistratura non ha adottato nessun provvedimento perché dovremmo farlo noi?”. Be' - chiosa Gibertoni - qui la risposta è quasi banale: per il semplice motivo che la magistratura può intervenire solo quando il reato è stato consumato, mentre lo scopo di associazioni come quella che lui presiede dovrebbe essere, a norma di statuto ed in conformità all’articolo 45 della Costituzione, proprio quello di vigilare prima affinché certi comportamenti non si verifichino. Inoltre, se la magistratura può prendere certi provvedimenti contro le persone solo in presenza di elementi probatori, una associazione come la sua può agire anche in base al più modesto principio di prudenza per la tutela del buon nome e dei valori cooperativi. Certi maneggi vanno evitati allontanando dalla dirigenza i malintenzionati, non facendo finta di niente sino a che la magistratura non li scopre e li porta al gabbio».
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