Iovine latitante anche a Sorbara svela i suoi rapporti con Cpl
Le rivelazioni del pentito ai magistrati: «Per la coop di Concordia i casalesi sfiorarono una scissione Quando mi nascondevo ho abitato nella Bassa Modenese, dove ho comprato anche un rudere»
Una guerra di camorra per spartirsi il bottino che derivava dall’accordo con Cpl a Concordia nelle terre del clan dei Casalesi. Guerra minacciata ma che non è esplosa proprio perchè la parte del clan che aveva raggiunto l’accordo non voleva farlo... saltare.
Invece con Cpl «non ci fu necessità di violenze nè di minacce, neppure indirette: si trattò di una intesa raggiunta attorno ad una sorta di “tavolo”, al quale si sedettero Concordia, Antonio Piccolo e la criminalità organizzata casalese, nel cui contesto Piccolo ebbe il ruolo fondamentale di intermediario ed emissario tra noi casalesi e la Concordia».
Chi parla è Antonio Iovine, 50enne boss pentito del clan dei casalesi, in un interrogatorio fiume registrato e verbalizzato dai tre procuratori che stanno indagando sugli appalti al sud. Nell’interrogatorio, svoltosi per ore in un carcere dove è detenuto Iovine - latitante dal 1995 al 2010 - vengono ripercorsi i passaggi fondamentali dell’inchiesta in corso,
Iovine così ricostruisce con maggiori dettagli la presunta collusione tra Cpl e i casalesi, per la metanizzazione dell’Agro Aversano e fornisce spunti anche per l’inchiesta su Ischia, poi deflagrata. Il boss precisa che Cpl è arrivata nell’Agro Aversano grazie all’imprenditore Antonio Piccolo «legatissimo - specifica Iovine - a Michele Zagaria».
Secondo il suo raqcconto, Piccolo aveva lavorato in Emilia, stretto rapporti con Cpl e poi portato la coop nelle terre del clan dei Casalesi. Non solo: rivelando alcuni particolari della sua latitanza, Iovine conferma purtroppo quanto era già noto, ovvero che Sorbara di Bomporto e i suoi dintorni sono punto di approdo e di rifugio per i ricercati del clan.
«Durante la mia latitanza sono stato anche a Modena, ospite di alcuni parenti di una persona a me molto legata, che è di San Cipriano ed è cugino di mio cognato, e che mi ha aiutato nel corso della mia latitanza. Questa famiglia ha l’abitazione a Sorbara, Durante il periodo in cui sono stato a Modena ho acquistato un terreno con rudere, tramite un’agenzia immobiliare, poi l’ho rivenduto, tramite Giovanni di Tella, ciò a conferma ulteriore del rapporto di amicizia con lo stesso di Tella».
Tornando alla metanizzazione dell’Agro Aversano, nella sua terza audizione davanti al magistrati, Iovine ribadisce: «Eravamo noi esponenti della criminalità a stabilire quali dovessero essere i subappaltatori del lavori della Concordia, e ciascun capozona indicava l’impresa sua referente, il tutto avveniva tramite Piccolo».
Così Iovine ricorda di avere indicato lui Giovanni Di Tella per i lavori del Comune di Frignano Maggiore, mentre Michele Zagaria aveva indicato Antonio Piccolo per Casapesenna e Villa di Briano. Claudio Schiavone venne indicato dai Bidognetti per Villa Literno, Per Casal di Principe venne indicato sempre Claudio Schiavone, e ad indicarlo fu Francesco Schiavone (Sandokan), Iovine descrive poi la situazione di conflitto che si era creato per il Comune di San Cipriano: il clan dovette anzitutto accettare il subappaltatore indicato dal sindaco e da un senatore, ma il subappaltatore poi riconobbe al clan - dopo un’intesa - una quota di 400mila euro.
«Una parte di tale somma fu poi data a Francesco Schiavone, detto Cicciariello (cugino di Sandokan), il quale chiese i soldi a Pasquale Zagaria (fratello di Michele), minacciando una scissione nel caso in cui questi non gliel avesse dati, ricordo che gli furono dati circa 200mila euro...», aggiunge il pentito.
Iovine nello specifico ha affermato che la tensione sui subappalti di Cpl era salita perchè Cicciariello disse che «nel caso in cui la quota non gli fosse riconosciuta avrebbe provveduto ad estorcere i soldi direttamente agli imprenditori che lavoravano per la Cpl.
«Io e Zagaria decidemmo a quel punto per non rompere l’equilibrio che si era creato con la Concordia di dare i soldi a Schiavone».
Nei suoi racconti, Iovine ha sostenuto che tramite prestanomi, Zagaria potrebbe avere acquisito quote azionarie della Cpl . Ha anche riferito che il Di Tella, che lo aveva a sua volta ospitato durante la latitanza, continuava a fargli dei regali «anche quando lavorava ad Ischia dal momento che grazie a me e a Zagaria, tramite Antonio Piccolo si è creato il suo rapporto con la Cpl Concordia, che so essere ancora in corso».
Ed ecco spiegato un aggancio tra gli appalti a Cpl nell’Agro Aversano e Ischia, sui quali si sono sviluppate altre indagini.
Che si trattasse di gente disposta alla violenza è noto. Iovine ha raccontato ai magistrati che anni fa a Modena un casalese legato a Vitantonio Iovine (figlio di Domenico, ucciso per essere considerato un confidente dei carabinieri) diede fastidio ad Antonio Piccolo. E Zagaria vendicò l’amico facendo piazzare una bomba sotto casa di Vitantonio Iovine.
Alberto Setti
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