«Non la violentai, sono impotente»
Accusato da una conoscente ma lui certifica una disfunzione erettile
È accusato di violenza sessuale, ma la difesa ieri ha presentato al collegio dei giudici una perizia che potrebbe scagionarlo: l’uomo soffrirebbe di una disfunzione erettile certificata, il che farebbe decadere il quadro accusatorio. Vero che il certificato risale al 2012 - i fatti si sarebbero invece svolti a fine 2010 - ma secondo una valutazione scientifica il problema avrebbe radici più profonde. E in effetti a supporto c’è anche la testimonianza dell’ex moglie, la quale ha imputato le cause della separazione in parte proprio alle difficoltà amatorie del compagno. Nell’udienza di ieri, tra l’altro, ha parlato anche la figlia, che si è invece soffermata sulla tentata estorsione che l’accusato, difeso dagli avvocati Giuseppe Inglima ed Enrico Aimi, avrebbe subìto dal convivente della vittima. L’uomo, infatti, sarebbe stato minacciato dal “rivale” più volte - anche con un coltello - nel locale in cui lavora: voleva 2mila euro come “risarcimento” della violenza. A ottobre si tornerà in aula e in quel caso l’imputato fornirà la propria versione davanti alla corte.
La vicenda è intricata: l’uomo aveva ospitato la vittima nella sua abitazione dopo averla conosciuta attraverso un’amicizia in comune. In quel momento era senza patente e la donna, in cambio dell’alloggio, l’avrebbe accompagnato sul posto di lavoro. Quella convivenza, che doveva durare poco tempo, si è invece evoluta diversamente tanto che la signora venne raggiunta dal suo compagno e denunciò l’uomo per una doppia violenza: la prima non si concretizzò mentre la seconda - sostiene la vittima - fu invece consumata.
Francesco Dondi
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