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Non si vive di sola neve L’Appennino cerca idee

di Daniele Montanari
Non si vive di sola neve L’Appennino cerca idee

Confesercenti: «La stagione sci salvata solo dalle precipitazioni di febbraio» «L’offerta va differenziata per non dipendere esclusivamente dal meteo»

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Si chiude in chiaroscuro la stagione invernale per la montagna modenese, a causa delle bizzarrie meteo di dicembre e della prima metà gennaio. Se a livello sciistico il Consorzio del Cimone ha potuto comunque tracciare un bilancio positivo con un +10% di presenze, sul fronte ricettivo l'analisi effettuata dal centro studi Confesercenti mostra due facce opposte: prima parte addirittura peggiore dell'anno passato e seconda eccezionale grazie alla super neve di febbraio. Ma mettendo le due cose insieme, la bilancia resta in parità: il saldo rispetto all'inverno 2013/14 resta sostanzialmente invariato. Nello specifico, per raddrizzare le cose sono stati fondamentali i dati di febbraio e marzo, che parlano rispettivamente di un +20% e +15% sugli stessi mesi del 2014, segnando la fine di un'emorragia di presenze che durava ormai da diversi anni. Paradossalmente, le vacanze di Pasqua sulla neve sono andate decisamente meglio di quelle di Natale. Un risultato frutto sì del meteo, ma anche della strategia commerciale, con stabilità dei prezzi, promozioni e sconti che hanno portato a un'ottima percentuale di camere occupate. È anche vero però che queste stesse strategie hanno portato ad un pericoloso assottigliamento dei margini di guadagno, fondamentali anche per programmare interventi di ristrutturazione o riqualificazione delle strutture ricettive. «Il prodotto neve del nostro Appennino – osservano da Assoturismo Confesercenti - è ancora competitivo ed attrattivo almeno sul mercato tradizionale, rappresentato in particolare dalle province emiliano-romagnole e toscane. Per prevenire però il pericolo che una stagione invernale dal meteo avverso comporti un crollo del sistema, bisogna capire su quali mercati potrebbe essere indirizzata l’offerta e soprattutto quali prodotti proporre. Per questo è fondamentale concordare con Regione e Comuni le direttrici su cui investire». Si invoca insomma quella riqualificazione che gli stessi operatori riconoscono necessaria, trovando sponda anche sul fronte istituzionale, come ha dimostrato il presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli il 14 marzo scorso al convegno sui cambiamenti climatici a Sestola. «Il nostro sistema turistico montano – ribadisce Assoturismo - è ancora troppo dipendente dalla possibilità di poter praticare o meno sport invernali. Bisogna dunque differenziare, ampliando l’offerta e quindi le opportunità». La richiesta è quella di «una nuova governance atta a valorizzare le attrattive del territorio legate ad enogastronomia, cultura e soprattutto sport non solo invernali e quindi modificare le strategie di promo-commercializzazione. Operazione che porta ad un riposizionamento del ruolo del Consorzio Valli del Cimone che sarà tanto più strategico e centrale quanto più il sistema territoriale saprà proporsi come prodotto turistico».

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